Le strutture sociosanitarie stanno accrescendo sempre più la loro dimensione di luoghi di vita: abitati, frequentati, al servizio dei territori.
Lo ha sottolineato il presidente di Uneba Franco Massi al seminario “Dalle strutture ai luoghi di vita: nuovi modelli abitativi e riabilitativi” all’interno di ExpoAid. “Io, Persona di valore”, che ha riunito a Rimini dal 25 al 27 giugno il Terzo settore, le associazioni e le realtà che si occupano di disabilità.
La loro funzione di luoghi di vita è particolarmente rilevante nelle aree interne, lontano dai grandi centri. E nelle aree interne, ha sottolineato Massi, le strutture sociosanitarie sono quasi sempre espressione di enti non profit, come sono la maggioranza degli enti Uneba. Enti che si occupano delle persone fragili per missione, non per opportunità di business.
La presa in carico delle persone fragili, ha ribadito ancora una volta il presidente Uneba, è un unicum di servizi complementari e non alternativi: dalle Rsa a centri diurni, alloggi protetti e assistenza domiciliare. Le Rsa, e le strutture residenziali in genere, sono insostituibili. Ma non sono le uniche.
Di cosa hanno bisogno le realtà e i servizi del settore sociosanitario, a partire dagli enti Uneba? Anzitutto, di chiarezza normativa, e di risorse certe.
