In merito alla notizia, pubblicata anche su www.uneba.org, sullo stanziamento di 19,3 milioni in 4 anni per la non autosufficienza da parte della Regione Marche, a seguito della firma, assieme ai sindacati, dell’ “Accordo sui percorsi di allineamento delle tariffe delle residenze protette alla normativa vigente. Anni 2010-2013“, il marchigiano Gruppo Solidarietà ha trasmesso alla redazione di www.uneba.org un documento del Comitato associazioni tutela, che raccoglie 14 organizzazioni di volontariato e di utenti operanti a livello regionale (Grusol compreso).

Qui il testo integrale del documento, con cui il Comitato vuole fornire il suo punto di vista sull’accordo.

Secondo il Comitato “l’accordo cerca di colmare un ritardo decennale della regione negli interventi rivolti agli anziani non autosufficienti. Non si tratta, di una inaspettata generosità, ma del rispetto di un obbligo di legge – nazionale e regionale – che la Regione ha fin qui evaso per circa il 90% degli anziani non autosufficienti, non assistibili a domicilio, ricoverati nelle residenze protette della Regione. Un obbligo che come tale deve essere rispettato e che la Regione proroga al 2013”.

Ancora, due passaggi dal documento:

“Aumentare l’assistenza, significherà, forse, nel 2013 portare a finanziare le strutture che accolgono i 3400 anziani così da poter erogare l’assistenza prevista dalla stessa Regione fin dal 2004. Assistenza che ora viene finanziata solo a circa il 10% dei ricoverati (400).

Abbassare le rette, significherà, forse, nel 2013, far si che i 3400 utenti degli oltre 4000 non autosufficienti ricoverati paghino le rette secondo le disposizioni della normativa in vigore dal 2001; ovvero il 50% del costo complessivo. Per circa 4000 anziani non autosufficienti oggi le rette a loro carico non sono pari al 50% ma oscillano tra il 60 e 90% delle tariffe”.

Se l’accordo verrà rispettato, secondo il Comitato, “vorrà dire che per i 3400 utenti l’assistenza giornaliera prevista nel 2004 (100 minuti al giorno) verrà rispettata circa 10 anni dopo, e che la retta a carico dell’utente sempre secondo la vigente normativa (che non deve superare il 50%) verrà rispettata a distanza di 13 anni dall’emanazione”.