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Lombardia – Linee guida e buone prassi per l’affidamento famigliare

La giunta della Regione Lombardia ha approvato con deliberazione del 24 maggio 2011 – n. IX/1772 le Linee guida per l’affidamento famigliare.

Le trovate qui, a pagina 6 del Bollettino ufficiale della Regione Lombardia.

Le Linee Guida approfondiscono il senso dell’affido famigliare, chiariscono quali sono i soggetti coinvolti e le loro responsabilità , definiscono il percorso della famiglia affidataria, i diversi tipi di affido (a parenti, part time, in pronta accoglienza, del bambino insieme alla madre), illustrano durata dell’affido, contributi e detrazioni per le famiglie affidatarie.

L’obbiettivo delle Linee guida, spiega il comunicato stampa della giunta regionale lombarda, è “garantire al minore la realizzazione di un percorso per l’affidamento familiare che assicuri unitarietà di intervento e competenze specialistiche adeguate; garantire alle famiglie e ai cittadini informazioni corrette ed esaustive sulle diverse forme di accoglienza familiare e orientamento specifico a chi desidera accogliere un minore; garantire ai percorsi di affidamento una regia specializzata e stabile, che accompagni l’affido e ne verifichi l’evoluzione”.

Le Linee guida si soffermano in particolare sul ruolo delle associazioni famigliari. Sottolineando che le associazioni hanno permesso di trovare sempre più famiglie disponibili all’accoglienza, attività questa nella quale invece i soggetti pubblici hanno difficoltà. Si fa poi riferimento anche al riconoscimento formale che le associazioni famigliari hanno ricevuto con la legge nazionale 149/01. Una legge che Uneba convintamente sostiene.

“Una ricchezza ed un’opportunità per l’intero sistema” sono, secondo le Linee Guida, sia le associazioni famigliari che sono interlocutore diretto dell’ente pubblico e costruiscono una rete di servizi per le famiglie affidatarie sia quelle più snelle che si limitano ad un ruolo di sostegno alla famiglia e di mediazione con l’ente pubblico.

L’emanazione di queste Linee guida era prevista dal Piano socio sanitario regionale 2010-2014.

Con la stessa delibera la giunta regionale ha approvato anche le Buone Prassi, che comprendono:

  • una proposta di documento per la definizione del regolamento per l’affido familiare gestito a livello associato
  • uno schema di accordo tra servizio (Asl o altro), famiglia affidataria e famiglia d’origine che riporta gli impegni di ciascuna parte
  • approfondimenti ed esperienze lombarde di successo su affido omoculturale, famiglia tutor, formazione congiunta di operatori e famiglie

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