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Linee guida valutazione impatto sociale – Sintesi

Dal numero di settembre ottobre 2019 di Nuova Proposta riproponiamo l’articolo di Alessio Affanni che sintetizza i principali contenuti delle Linee Guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo Settore.

Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 23 luglio 2019 contiene le Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 12/9/2019. Di seguito una sintesi dei contenuti.

Il tema della valutazione era stato affrontato già nell’ambito della Legge n. 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) dove l’attenzione ai processi valutativi è richiamata in diversi passaggi. Ad esempio, per la realizzazione degli interventi e dei servizi sociali, è adottato il metodo della programmazione degli interventi e delle risorse, della verifica sistematica dei risultati in termini di qualità ed efficacia delle prestazioni. Vengono, inoltre, richiamate forme di monitoraggio, verifica e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati degli interventi.
Con questo nuovo decreto, anch’esso attuativo delle disposizioni di riforma del Terzo settore, il legislatore individua nella valutazione dell’impatto sociale lo strumento attraverso il quale gli enti di Terzo settore comunicano ai propri stakeholders l’efficacia nella creazione di valore sociale ed economico, allineando gli obiettivi operativi con le aspettative dei propri interlocutori e migliorando l’attrattività nei confronti dei finanziatori esterni.
La definizione di impatto sociale introdotta dal legislatore incorpora al suo interno elementi espliciti relativi alla qualità ed alla quantità dei servizi offerti, alle ricadute verificabili nel breve termine e quindi più dirette, ma anche agli effetti di medio-lungo periodo, che afferiscono alle conseguenze ed ai cambiamenti indotti sulla comunità di riferimento, nella prospettiva della costruzione di comunità più inclusive, sostenibili e coese. In tale quadro, le presenti Linee guida hanno un valore promozionale, ponendosi quale strumento di facilitazione della concreta realizzazione della valutazione di impatto sociale (VIS).

Finalità di queste Linee guida
La valutazione dell’impatto sociale degli enti di Terzo settore ha per oggetto gli effetti conseguiti dalle attività di interesse generale da essi svolte (come individuate, rispettivamente all’art. 5, comma 1 del Codice del Terzo settore e, per le imprese sociali, all’art. 2, comma 1 del Decreto Legislativo n. 112/2017).
La finalità delle presenti Linee guida è quella di definire criteri e metodologie condivisi secondo i quali gli enti di Terzo settore, che consentano di valutare, sulla base di dati oggettivi e verificabili, i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi programmati e rendere disponibili le informazioni sistematiche sugli effetti delle attività realizzate. Le valutazioni saranno realizzate con metodi qualitativi e quantitativi e potranno prevedere un sistema di indici e indicatori di impatto, da mettere in relazione con quanto eventualmente rendicontato nel bilancio sociale. Pertanto, sono da intendersi come uno strumento sperimentale di valutazione, anche nel medio e lungo termine.

Soggetti tenuti alla realizzazione di sistemi di VIS
Le pubbliche amministrazioni, nell’ambito di procedure di affidamento di servizi di interesse generale, possono prevedere la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale (VIS) da parte degli enti di Terzo settore con i quali intrattengono rapporti, al fine di consentire una valutazione dei risultati in termini di qualità e di efficacia delle prestazioni e delle attività svolte. All’interno di tali procedure, la valutazione di impatto è applicabile ad interventi ed azioni di media e lunga durata (almeno 18 mesi) e di entità economica superiori ad euro 1.000.000,00, se sviluppati in ambito interregionale, nazionale o internazionale.
Laddove prevista, i costi della VIS devono essere proporzionati al valore dell’intervento e devono essere inclusi nei costi complessivi finanziati; potranno essere impiegati secondo tempi differiti rispetto all’esecuzione delle attività in modo da cogliere gli impatti di medio e lungo periodo collegate al progetto. Le procedure di affidamento dovranno prevedere modalità e tempi per la messa a punto e l’esecuzione della valutazione.

I destinatari del sistema di VIS
Gli enti di Terzo settore decidono di intraprendere un percorso di misurazione dell’impatto sociale per poter rendicontare il proprio impegno verso un miglioramento delle condizioni sociali dei territori e contesti in cui operano e delle comunità con le quali collaborano, cioè per comunicare e trasmettere a tutti i soggetti interessati il cambiamento sociale, culturale ed economico che è stato generato. Le categorie di stakeholders (ovvero i destinatari di questo processo) a cui si rivolgono sono:
– i finanziatori ed i donatori presenti o futuri, che utilizzano la misurazione per comprendere l’efficacia del proprio intervento e valutare l’eventuale proseguimento, interruzione o revisione del sostegno;
– i beneficiari ultimi di un intervento e tutti coloro che sono interessati a comprendere, anche se in misura diversa, le ricadute sociali ed economiche generate dall’organizzazione (es. comunità locale, lavoratori, utenti, ecc.);
– i lavoratori, collaboratori, soci e volontari dell’organizzazione che aumentano la consapevolezza del valore prodotto dall’organizzazione in cui operano;
– i cittadini interessati a conoscere come e con quali risultati vengano impiegate le risorse pubbliche;
– i soggetti pubblici che sono interessati a valutare i benefici sociali generati da un intervento nel territorio e nelle comunità locali di appartenenza.

Processo e misurazione nella VIS
In via preliminare, giova evidenziare che esistono diversi approcci per misurare l’impatto sociale, ciascuno dei quali promuove particolari tipi di logiche attraverso metriche e tecniche di misurazione differenti: è facoltà dell’ente la scelta delle metriche per la valutazione più adeguate alla tipologia di attività e progetti svolti.
Il sistema di valutazione dell’impatto sociale cui gli enti di Terzo settore dovranno fare riferimento è strutturato in modo da garantire un elevato grado di autonomia, nel rispetto però di alcuni principi e contenuti minimi. Il sistema di valutazione potrà avere articolazione e complessità diverse a seconda della dimensione dell’ente e della forma giuridica adottata.
La VIS si ispira ai seguenti principi:
– intenzionalità: il sistema di valutazione deve essere connesso alla valutazione di obiettivi strategici dell’organizzazione;
– rilevanza: inclusione di tutte le informazioni utili a dare evidenza dell’interesse generale perseguito e della dimensione comunitaria dell’attività svolta;
– affidabilità: informazioni precise, veritiere ed eque, con specifica indicazione delle fonti dei dati;
– misurabilità: le attività oggetto di valutazione che possono essere ricondotte a parametri quantitativi devono essere opportunamente misurate. A tal fine, gli enti dovranno prevedere un sistema di valutazione che identifichi:
a) le dimensioni di valore che le attività perseguono;
b) gli indici e gli indicatori coerenti con le attività oggetto della valutazione;
– comparabilità: restituzione dei dati che consenta la confrontabilità nel tempo;
trasparenza e comunicazione: restituzione pubblica della valutazione di impatto e del processo partecipativo degli stakeholders.
Il sistema di valutazione dell’impatto sociale ha il fine di far emergere e far conoscere: il valore aggiunto sociale generato; i cambiamenti sociali prodotti grazie alle attività del progetto; la sostenibilità dell’azione sociale.
Gli enti dovranno prevedere all’interno del proprio sistema di valutazione una raccolta di dati sia quantitativi che qualitativi, considerando indici ed indicatori, sia monetari che non monetari, coerenti ed appropriati ai propri settori di attività.
Il processo dovrà esplicitare gli elementi che compongono le seguenti dimensioni di analisi:
1. dare evidenza del processo di partecipazione alla definizione delle dimensioni di valore della misurazione di impatto da parte di un insieme di classi di stakeholders rappresentativi interni ed esterni all’ente (a titolo esemplificativo e non esaustivo: lavoratori, beneficiari, istituzioni rilevanti, fornitori e comunità di riferimento). Gli enti potranno a tal fine decidere autonome modalità di raccolta delle opinioni e di monitoraggio degli impatti tra i propri principali stakeholders;
2. attività, ossia processi volti a dare risposta ai bisogni delle persone su uno specifico territorio in base alla missione sociale che l’ente ha deciso di voler perseguire;
3. servizi, ossia attività che hanno avuto una codificazione e quindi una standardizzazione sia di costo sia di regolamentazione (accreditamenti, convenzioni);
4. progetti, ossia processi che hanno una durata prestabilita e non continuativa con l’obiettivo di individuare nuove soluzioni e quindi di spostare la frontiera dei servizi e delle attività grazie ai risultati del progetto;
5. input, ossia fattori produttivi, risorse umane e finanziarie impiegate, fattori propri e di terzi;
6. output, ossia prodotti, beni e servizi risultanti dalle attività poste in essere;
7. outcome, ossia risultati indiretti della propria azione, effetti e cambiamenti realizzati sulla vita dei soggetti coinvolti e sugli individui in generale rispetto ai territori ed al contesto generale oggetto delle attività.
Il processo, per arrivare a misurare l’impatto sociale, dovrà prevedere le seguenti fasi:
1. analisi del contesto e dei bisogni partecipata dagli stakeholders;
2. pianificazione degli obiettivi di impatto;
3. analisi delle attività e scelta di metodologia, strumento, tempistica della misurazione rispetto agli obiettivi prefissati e alle caratteristiche dell’intervento;
4. valutazione, ossia attribuzione di un valore o significato ai risultati conseguiti dal processo di misurazione;
5. comunicazione degli esiti della valutazione che costituiranno la base informativa per la riformulazione di strategie e conseguenti obiettivi che l’organizzazione si porrà per lo sviluppo futuro delle proprie iniziative.
Per gli enti di Terzo settore tenuti per legge alla redazione del bilancio sociale e/o per quei soggetti che volontariamente scelgono di redigere il suddetto documento, la valutazione di impatto sociale può divenire parte integrante laddove, al paragrafo 6 sezione 5 delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale, vengono previste “informazioni qualitative e quantitative sulle azioni realizzate nelle diverse aree di attività, sui beneficiari diretti e indiretti, sugli output risultanti dalle attività poste in essere e, per quanto possibile, sugli effetti di conseguenza prodotti sui principali portatori di interessi”.

Pubblicità e diffusione
Al fine di garantirne la massima conoscibilità e favorire lo sviluppo della pratica valutativa, i documenti prodotti saranno resi disponibili tramite i canali di comunicazione digitali degli enti e/o delle relative reti associative a cui aderiscono. Le reti associative nazionali, in particolare, potranno fornire supporto per l’identificazione e la realizzazione di opportuni strumenti di valutazione dell’impatto sociale.

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