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Liguria – Noi enti sociosanitari ci siamo e ci saremo, ma siamo in difficoltà e abbiamo bisogno di aiuto

Noi ci siamo, ci siamo sempre stati e ci saremo, anche nel tempo di Natale. Ci siamo per le persone fragili cui ci dedichiamo. Ci siamo grazie ai nostri operatori.

Ma siamo in difficoltà. Chiediamo più attenzione e sostegno. Perché il Covid ci ha obbligato a sconvolgere la nostra organizzazione – noi che siamo nati per offrire relazione, ora dobbiamo attrezzarci a gestire isolamenti- e a sostenere grandi spese, che stiamo continuando ad anticipare: senza aiuti o ristori rischiamo di restare senza risorse.

Questo il messaggio di Uneba Liguria e altre 12 coordinamenti e associazioni di categoria che gestiscono servizi sociosanitari extraospedalieri in Liguria ( Agespi, Anaste, Anffas, Aris, Coord. APSP , Coread, Corerh . Ctea, Fenascop, Forum 3 Settore,  Legacoop) in una lettera aperta presentata in conferenza stampa martedì 22 dicembre

Ecco l’intervento del presidente di Uneba Liguria Giuseppe Grigoni nella conferenza stampa

Desideriamo sentirci parte appieno del Sistema Sanitario Regionale, si legge nella lettera, riecheggiando analogo appello -“Pretendiamo di essere parte del Sistema Sanitario Nazionale!” del presidente nazionale Franco Massi

 

Qui, al minuto 6.27, il servizio del telegiornale regionale Rai Liguria sulla lettera aperta delle strutture, con l’intervista a Grigoni

LETTERA APERTA

In Liguria saranno più di 15.000 le persone che vivranno le festività natalizie nelle strutture socio sanitarie residenziali: persone anziane, persone disabili, persone in condizione di dipendenza, persone con sofferenze psichiatriche, minori.

Con loro, a condividere questo tempo festivo, saranno più di 9.000 operatori tra medici, infermieri, educatori, fisioterapisti, animatori, operatori socio sanitari ed anche, non dimentichiamolo mai, personale dei servizi di refezione e dei servizi ausiliari.

Un universo di donne e uomini, professionisti che hanno scelto un lavoro di aiuto a favore delle persone più fragili con tutto ciò che questo comporta, compreso essere in servizio anche quando ordinariamente gli altri sono in festa.

Le festività in struttura sono sempre un poco faticose: la nostalgia della casa, i ricordi dei momenti felici, la distanza dagli affetti più cari si fanno particolarmente sentire nei nostri ospiti.

Quest’anno poi tutto è più complicato, bisogna mantenere la massima attenzione e applicare tutte le misure anticovid 19 che mal si sposano con l’organizzazioni di momenti di festa comune.

Tra le molte negatività di questo virus c’è l’essere “fortemente divisivo” e quindi, inevitabilmente, incidere sulle relazioni.

I nostri sono luoghi ad alta intensità relazionale, è questa la dimensione imprescindibile in cui si sviluppano le azioni di cura ed assistenza.

La relazione è la ragion d’essere delle residenze socio sanitarie, siano esse RSA, Comunità, Centri riabilitativi e socio riabilitativi, Case famiglia.

Lo “stile lavorativo” degli operatori, gli spazi, le attività, tutto è orientato a favorire relazioni ed ostacolare nella massima misura possibile l’isolamento e la solitudine che non di rado accompagnano la vita delle persone fragili.

Anche in tempo covid si è fatto il possibile affinché le relazioni non venissero mai a mancare, pur nel rispetto massimo delle disposizioni di prevenzione, adattando i nostri servizi ed i nostri spazi ma continuando mantenere elevato “tasso relazionale”.

Senza coltivare miti di eroismo (che ci pare non risultino neppure troppo graditi ai diretti interessati) vorremmo far conoscere e riconoscere il grande valore dei nostri Operatori, donne e uomini che si sono spesi in prima persona, vicini anche nei momenti più drammatici, gestendo la responsabilità (e lo stress che ne è derivato) del sapersi possibili veicoli di infezione, sopperendo alle carenze di organico dettate dai contagi e dagli operatori sottratti dagli ospedali e dai servizi pubblici, mantenendo sempre la barra dritta anche quando “fuori” il mondo dava pesanti segni di distrazione.

Grazie a questi luoghi di accoglienza, grazie al lavoro di chi li porta avanti ed alla dedizione degli Operatori, anche nei giorni delle Festività Natalizie nessuno resterà da solo.

Vogliamo ricordare l’importanza di queste realtà anche in relazione all’impatto economico che la pandemia ha comportato per proteggere al meglio gli ospiti delle strutture (dispositivi di protezione, igienizzazioni, personale aggiuntivo, modifiche organizzative).

L’interlocutore pubblico in tempo di emergenza ha dovuto comprensibilmente occuparsi di vari fronti e gli aiuti in parte sono arrivati ma non sono stati sufficienti.

Le varie organizzazioni, dal mondo della cooperazione, al no profit religioso e sociale ed al mondo imprenditoriale versano oggi in situazioni di difficoltà finanziaria rilevante, con conseguenti ricadute sulle prospettive di mantenimento dei servizi.

Abbiamo colto con speranza la disponibilità del Presidente Toti, anche nella sua qualità di Assessore alla sanità ad incontrarci e vi è stata una prima risposta di cui siamo grati, ma è solo un primo passo se si vuole garantire al settore, a lungo trascurato anche prima dell’emergenza covid, di continuare ad operare, nella consapevolezza che di servizi socio sanitari ve ne sarà ancora un grande bisogno.

Genova, 22 dicembre 2020

Roberto Saita – Agespi Liguria

Ezio Temporini – Anaste Liguria

Giandario Storace – Anffas Liguria

Andrea Bongioanni – Aris Liguria

Marco Sinesi – Coordinamento regionale Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona

Valerio Balzini, Pierpaolo Rebecchi – Confcooperative Liguria

Paolo Merello – Coread Coordinamento Regionale Enti Accreditati Dipendenze

Aldo Moretti – Corerh Coordinamento Regionale Enti Riabilitazione Handicap

Simone Torretta – Crea Coordinamento Regionale Enti Anziani Religiosi e No Profit

Lorenzo Tassi – Fenascop Liguria Federazione Nazionale Strutture Comunitarie Psichiatriche

Andrea Rivano – Forum Ligure Terzo Settore

Sandro Frega – Lega Cooperative Liguria

Giuseppe Grigoni – Uneba Liguria

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