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Lazio – Il welfare per gli anziani (e non solo) della giunta Polverini

E’ cominciato martedì 19 luglio l’esame nella commissione politiche sociali del consiglio regionale del Lazio delle proposte di legge di riforma del welfare regionale. Obbiettivo creare un “sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e per la famiglia nella Regione Lazio”, come recita la proposta di legge 226, licenziata dalla giunta regionale, assunta come testo base della discussione.

Cosa prevede la riforma del welfare ipotizzata dalla giunta di Renata Polverini?

L’articolo 7 della proposta di legge dettaglia le proposte di azioni per i minori, l’articolo 8 quelle per le persone con disabilità.

L’articolo 9 cita le azioni per gli anziani, tra cui:

  • assistenza domiciliare integrata e dimissioni protette
  • servizi di sollievo per chi convive con anziani non autosufficienti
  • formazione alle famiglie sulla cura di autosufficienti e non autosufficienti
  • iniziative per sostenere la domiciliarità “limitando l’ospedalizzazione e l’inserimento in strutture residenziali”
  • affido di anziani soli a singoli o famiglie

“L’obiettivo finale – spiega il comunicato stampa del consiglio regionale – è rendere più fluido il percorso di integrazione dei servizi sociali con quelli sanitari, definendo nuovi soggetti – in rappresentanza degli enti locali associati – in grado di relazionarsi alla pari con le Asl territorialmente competenti.

Si prevede “la costituzione di un consorzio per la gestione dei servizi denominato Oasi (Organismo per le azioni sociali integrate), formato dai Comuni convenzionati, il cui direttore sarà nominato direttamente dalla Conferenza dei Sindaci”.

Si mira poi a sostituire l’Isee con il “quoziente Lazio”, ovvero un indicatore che prende in considerazione la situazione economico-sociale della persona e la composizione del nucleo familiare.

Le altre due proposte di legge all’esame della Commissione sono:

  • la 199/2011, presentata da Sinistra Ecologia e Libertà, che tra le varie misure prevede l’obbligo di adozione di una carta dei servizi da parte di tutti i soggetti che erogano servizi di welfare.
  • la 34/2010 del Partito Democratico, che riprende la proposta di legge della maggioranza di centro sinistra della precedente legislatura regionale. Ha tra le priorità una migliore integrazione tra prestazioni sociali e sanitarie e dà alla Regione il compito di assicurare programmi di formazione e aggiornamento per assistenti sociali, psicologi, sociologi, mediatori culturali, educatori, operatori sociali e sociosanitari.

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