All’interno del convegno “Assistenza domiciliare, a che punto siamo?” Uneba ha previsto anche una sessione di dialogo con i sindacati in merito a questa possibile nuova frontiera per il contratto Uneba.
Sul tema si sono confrontati Ernesto Burattin, consigliere nazionale Uneba e capo delegazione Uneba per il rinnovo del Ccnl; Fabrizio Ferrari, Fisascat Cisl; Rossella Buccarello, Uil Fpl; Denise Amerini, Fp Cgil, con il coordinamento di Severino Cantamessa, presidente di Uneba Piemonte.

“La vostra controparte – ha detto il presidente Uneba Franco Massi rivolgendosi ai sindacati – come rappresentanti dei lavoratori sono le famiglie e gli assistiti, Uneba fa da mediazione, da supplente.
Nel nuovo contratto Uneba è fondamentale che ci siano riferimenti alla flessibilità per l’assistenza domiciliare, altrimenti il tutto non è sostenibile e lasciamo campo aperto a badanti di ogni tipo e non consentiamo a lavoratori bravi e preparati (come quelli Uneba) di intervenire nel mercato dell’assistenza domiciliare”.

Ernesto Burattin ha lanciato una proposta duplice ai sindacati:

  • individuare in ambito Uneba un nuovo percorso per la formazione di chi opera nell’assistenza domiciliare, per far emergere questo lavoro e professionalizzarlo, che culmini nel conseguimento del titolo di operatore sociosanitario
  • prevedere formazione specifica sull’assistenza domiciliare per il personale già in forza agli enti Uneba e che si dedica a questo servizio