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La tecnologia che fa lavare le mani. E ridurre le infezioni

Le mani degli operatori sono uno dei più comuni mezzi con cui le infezioni per spostarsi da un paziente all’altro.

Eppure non sempre un gesto semplice come lavarsi le mani viene svolto tanto spesso quanto serve, vuoi per distrazione, vuoi per i ritmi di lavoro intensi e la necessità di guadagnare tempo, vuoi perché lo si dovrebbe fare talmente tante volte che…

Come fare in modo che il lavaggio delle mani sia sempre effettuato, a tutto vantaggio della salute degli assistiti e pure degli operatori?

Ad esempio con la tecnologia, risponde questo articolo del New York Times. Si riferisce al settore sanitario e all’esperienza statunitense, ma può fornire spunti di interesse anche per gli enti del settore sociosanitario, come le residenze per anziani, associati Uneba.

IL BADGE CHE RILEVA L’ALCOOL

Attualmente, per verificare quanto spesso vengono lavate le mani, negli ospedali per lo più si verifica il consumo dei prodotti per l’igiene o si chiede ad alcuni lavoratori di effettuare controlli a campione.

Nuovi prodotti invece – l’articolo cita alcuni marchi – utilizzano meccanismi più efficienti. In pratica: ogni lavoratore ha con sé un badge. Quando si lava le mani o usa sanificatori per mani, il sensore presso il rubinetto o il distributore di liquido rileva l’alcool (presente nel sanificatore e nel sapone). E quindi il badge registra che l’operatore si è lavato le mani.

Un altro sensore è presso il letto del paziente. Comunicando con il badge dell’operatore, questo sensore può rilevare se la persona si è lavata le mani, e se così non è mandare un segnale per ricordarglielo.

I dati sui lavaggi delle mani possono anche essere raccolti da un database centrale e essere subito disponibili a chi si occupa del personale e della qualità del servizio.

Questi sistemi sono ancora in fase sperimentale in alcuni ospedali degli Stati Uniti, ma i primi riscontri sono promettenti: i lavaggi di mani aumentano, e anche le infezioni sembrano calare.

I COSTI E I BENEFICI

Il rovescio della medaglia è che si tratta di sistemi più costosi di quelli usati finora. Uno di quelli citati costa tra 1000 e 1400 euro a letto.

Ma le infezioni ospedaliere rappresentano un costo così alto per la sanità che l’investimento, se desse risultati concreti, potrebbe in breve ripagarsi.

Ogni anno, riferisce l’articolo, un paziente su 20 è colpito da un’infezione mentre è in ospedale. Le infezioni acquisite in ospedale costano al sistema sanitario statunitense, scrive il New York Times, da 30 a 40 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti “è raro trovare un ospedale che ha un tasso di lavaggio di mani sopra il 50 per cento”, in cui cioè ci si lava le mani almeno la metà delle volte in cui si dovrebbe.

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