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Il presidente Uneba Massi ad Avvenire: la miglior cura dell’anziano, una sfida e un dovere

In occasione del convegno nazionale Uneba di Rimini “L’invecchiamento: sfide e opportunità per la società di domani”del 25 26 settembre 2019, Avvenire, nella sezione “E’ vita”, ha dedicato un’ampia intervista al presidente di Uneba nazionale Franco Massi. Ringraziamo il giornalista Francesco Ognibene per l’attenzione.

L’Italia dai capelli bianchi? Sfida e risorsa

Al convegno Uneba le prospettive dell’assistenza: dalla “fornitura di prestazioni” al “prendersi cura”. Parla il presidente Franco Massi

L’Italia mette i capelli bianchi, con una progressione tale da mettere alle corde l’intera organizzazione dei servizi, della sanità e dell’assistenza. Chi si occupa professionalmente – e con un cuore cristiano – delle persone in tutte le loro condizioni di vita cerca di trovare soluzioni fedeli all’umanità ma insieme efficienti e sostenibili. Per far quadrare il cerchio però sceglie di farsi una domanda di quelle difficili: e se l’invecchiamento fosse una risorsa, e non solo un problema e un costo come si sente dire? L’Italia che invecchia tra «sfide e opportunità» è stato scelto da Uneba come tema del suo convegno nazionale, ieri e oggi a Rimini. L’«Unione nazionale delle istituzioni e iniziative di assistenza sociale» offre al Paese la sua lettura di un fenomeno che interroga politica, istituzioni e cultura, proponendo una formula che il presidente nazionale Franco Massi ci spiega così.

Perché la scelta dell’invecchiamento della società come tema?

Il convegno di Rimini è una tappa del percorso che abbiamo intrapreso, attraverso gli approfondimenti durante i convegni nazionali, toccando tutti gli ambiti che vedono presenti ed impegnati i nostri enti associati. Nel 2018 a Catania abbia- mo parlato di ‘Minori’, a Milano di ‘assistenza domiciliare’, a Torino di ‘disabilità’. Nel 2019 a Lucca abbiamo discusso di ‘psichiatria riabilitativa’, ed oggi di ‘invecchiamento’. Fra i promotori dell’iniziativa, oltre a Uneba, sono stati coinvolti istituti universitari quali la Scuola Superiore di Scienze dell’Educazione San Giovanni Bosco di Firenze, la Scuola di Psicoterapia Integrata di Massa e la Fondazione Don Carlo Gnocchi.

Degli anziani si parla troppo spesso in termini di ‘costo’ e di ‘problema’ per la società. In che modo Uneba li intende come ‘risorsa’?

Usciamo dai luoghi comuni: problema/risorsa. La cura e l’attenzione verso le persone anziane è un obbligo civile e morale. Certo i problemi ci sono, ma si affrontano e si risolvono: Sono passati 40 anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Servizio che ha garantito a tutti i cittadini l’accesso alle cure. Oggi, per l’aumento delle aspettative di vita, per i costi dei farmaci, per una maggiore attenzione al ‘curarsi e star bene’, rischia di esserne messa in discussione la sostenibilità. Lo conferma il dato dell’aumento, ogni anno, delle spese sanitarie integrative, per esami e medicinali, sostenute dalle famiglie. Il mantenimento del Servizio Sanitario Nazionale universalistico è una scelta di civiltà. Non si può tornare indietro.

A quali sfide devono far fronte, anzitutto, le realtà che si riconoscono in Uneba?

La vera sfida per i nostri enti che gestiscono strutture a cui sono affidati anziani, minori, persone con disabilità, non autosufficienti, sofferenti psichici, uomini, donne e giovani con problemi di dipendenza, bambini con famiglie in difficoltà ed altre situazioni di fragilità, consiste nel garantire nella quotidianità l’erogazione di servizi di qualità e, contemporaneamente, nel prestare attenzione agli scenari futuri e all’evoluzione delle cure assistenziali.

Come potrebbe definire, con tre parole chiave, la realtà di Uneba oggi in Italia?

Rappresentanza, valori, persona. Uneba oggi associa quasi 1.000 enti: fondazioni, istituti, associazioni , cooperative che operano nei settori sociosanitario, sociale, assistenziale, educativo. Nelle nostre strutture, essenzialmente senza scopo di lucro, poniamo sempre al primo posto la persona: la sua dignità, la sua unicità, la sua valorizzazione. Nel I° Congresso Nazionale Uneba nel 1950 a proposito di ‘cultura Uneba’ si scrisse: ‘ispirata ai principi della dottrina sociale della Chiesa, ma estranea ad ogni forma di confessionalismo; attenta ai valori fondamentali della Costituzione italiana, e indipendente dai partiti; decisa sostenitrice dei principi di pluralismo e sussidiarietà, ed aperta e sensibile alla collaborazione con le pubbliche amministrazioni; decisa sostenitrice delle libere iniziative assistenziali, ma nella misura in cui offrano un servizio di qualità alle persone’. Sono passati quasi 70 anni e i valori di riferimento sono rimasti gli stessi.

Quali sono i punti su cui Uneba chiede più attenzione da parte delle istituzioni nazionali e territoriali?

Essendo Uneba l’organizzazione più rappresentativa in ambito nazionale del settore sociosanitario- assistenziale, l’interlocuzione con le diverse istituzioni ai vari livelli è continua e proficua. In sede di governo e Parlamento nella prima, ed ancora incompleta, fase di applicazione della riforma del Terzo Settore, grazie anche alla presenza di nostri rappresentanti nel Consiglio Nazionale istituito presso il ministero del Lavoro, nella formulazione dei decreti attuativi della riforma stessa abbiamo ottenuto significativi risultati per le ex-Ipab e sul piano fiscale vantaggi per tutti. Attendiamo dal nuovo governo l’incremento del Fondo nazionale per la non autosufficienza e chiarimenti per l’applicazione dei Lea. Anche a livello territoriale e regionale e con le Aziende Sanitarie e con i Comuni le consultazioni sono continue e proficue. Alle istituzioni, a tutti i livelli, i nostri enti chiedono certezze, nelle normative e nei finanziamenti. Per programmare nuovi servizi è necessario operare con sicurezza sul futuro.

La ‘cura’ dell’altro sta emergendo come un valore decisivo per la nostra società. In che modo Uneba si sta impegnando per diffonderlo?

Questa è la vera sfida. Ed è una sfida per migliorare la qualità. I nostri enti sono consapevoli che il futuro dell’assistenza passa dai vari servizi di rete. A tale scopo la collaborazione fra enti e istituzioni del territorio è essenziale. I nostri operatori registrano che nuovi servizi o servizi aggiuntivi vengono erogati prevalentemente a favore di persone già tutelate. È necessario non solo discutere sul mutamento qualitativo dei servizi consistenti nel passare dalla ‘fornitura di prestazioni’ al ‘prendersi cura’ ma concentrare gli sforzi per individuare le povertà nascoste e soprattutto le solitudini nascoste.

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