E’ legge il nuovo Piano sociosanitario del Veneto. Il Consiglio regionale lo ha approvato mercoledì 20 giugno con i voti a favore della sola maggioranza di centrodestra. Qui il testo del progetto di legge.

Tra le decisioni sancite dal Piano:

  • Riduzione delle aziende sanitarie locali fino ad una dimensione di 200-300 mila abitanti: fatte salve le specificità territoriali di alcune zone: questo dovrebbe portare all’accorpamento di alcune delle 21 ulss
  • I direttori generali delle Ulss avranno incarico triennale e non più quinquennale. Spetterà al direttore del sociale anche la responsabilità di coordinare i servizi sanitari territoriali
  • Il Piano contiene anche una nuova impostazione dei servizi di assistenza e di cura: uno dei perni saranno le nuove strutture residenziali come gli ospedali di comunità per i post-acuti.
  • Il numero dei posti letto per acuti scende a 3 per mille (l’indice nazionale è 4), quelli per riabilitazione e lungodegenza saranno 0,5 ogni mille abitanti e si individua un nuovo parametro di 1,2 posti letto ogni mille abitanti da ricavare in nuove strutture intermedie extraospedaliere.

L’attuazione del piano è ora affidato alle schede di programmazione ospedaliere e territoriali, che dovranno indicare, azienda per azienda, numero e organizzazione dei presidi, specialità, reparti, posti letto, day-hospital, strutture intermedie e servizi ambulatoriali. La Giunta dovrà presentare le schede entro gennaio 2013 e sottoporle al parere obbligatorio e vincolante della commissione sanità del consiglio regionale.

Uneba Veneto ha contributo all’elaborazione del piano sociosanitario: l’associazione è infatti intervenuta nelle audizioni alla commissione sanità.

Successivamente Uneba Veneto ha incontrato anche la commissione bilancio, cui ha presentato le proprie richieste e proposte relativamente al settore in cui operano gli enti associati.