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Il futuro del welfare secondo il Governo

Trovate qui “La vita buona nella società attiva”, il Libro Bianco sul futuro del modello sociale approvato dal Consiglio dei ministri il 6 maggio 2009 e presentato dal ministro Maurizio Sacconi.

Il Libro Bianco raccoglie le indicazioni del precedente Libro Verde e i contributi arrivati successivamente. Si tratta di un documento di 70 pagine in cui viene presentato “il nuovo modello delle opportunità e delle responsabilità” che vuole sostituire “il modello attuale di tipo prevalentemente risarcitorio”.

Riportiamo alcuni passaggi del Libro Bianco in merito al nuovo modello di welfare proposto

Sull’organizzazione del sistema

"L’integrazione socio-sanitario-assistenziale è il principio cardine per garantire il passaggio da un Welfare assistenziale a un Welfare delle responsabilità condivise".

"L’ospedale, come luogo di risposta predominante ai bisogni di salute e assistenza, lascia spazio a una filiera di servizi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione per la non autosufficienza assolutamente innovativi anche nelle modalità di erogazione e organizzazione, in grado di rispondere con appropriatezza e puntualità alle richieste dell’utente. Tutto ciò, paradossalmente, con un minore costo del sistema".

"Nella dimensione territoriale acquisiscono un ruolo crescente i servizi di assistenza domiciliare, le residenzialità extra ospedaliere per non autosufficienti disabili, anche con formule innovative, quali gli ospedali di comunità e gli hospice per i pazienti oncologici".

"Un Welfare delle opportunità è fondato sulla ‘presa in carico’ della persona attraverso una ampia rete di servizi e di operatori – indifferentemente pubblici o privati – che offrono, in ragione di precisi standard di qualità ed efficienza validi per tutto il territorio nazionale, non solo semplici servizi sociali e prestazioni assistenziali, ma anche la promessa di un miglioramento della vita quotidiana".

Su anziani e non autosufficienti

"Il sostegno rivolto all’anziano non autosufficiente deve essere fondato sul rafforzamento dei servizi socio-sanitari, su programmi di assistenza domiciliare,su una reale accessibilità alle nuove tecnologie, nonché su tipologie contrattuali in grado di contrastare prestazioni di cura rese in forma irregolare e, come nel caso dei buoni lavoro, alimentare reti di relazioni sociali".

"La presa in carico non deve produrre effetti di indebolimento delle capacità dell’anziano. La medicalizzazione eccessiva e l’inappropriatezza dei trattamenti sanitari sono rischi speculari all’abbandono e alla solitudine, ma, paradossalmente, possono produrre effetti simili".

"Gli interventi di prevenzione devono essere mirati a ricostituire un tessuto di relazioni intorno all’anziano solo, coinvolgendo la responsabilità di vicini di casa e familiari, e mirando a costruire, o potenziare, le reti di prossimità".

"La costituzione di un apposito strumento finanziario dedicato alle persone non autosufficienti è un passaggio importante per rispondere ai loro bisogni. Considerate le limitate disponibilità della finanza pubblica, esso va costruito mediante il combinarsi di risorse pubbliche e risorse private, la previsione di forme specifiche di assicurazioni private, nonché, ove possibile, la valorizzazionedei patrimoni immobiliari pubblici e privati".

"Le politiche socio-sanitarie devono continuare ad articolare un piano della domiciliarietà a favore degli anziani mediante lo sviluppo di servizi integrati, la diffusione dell’assegno di cura a sostegno del lavoro delle famiglie, l’attivazione di servizi di sollievo e di centri diurni, la diffusione di un sistema integrato e universale di “buoni lavoro”, attraverso cui erogare servizi personalizzati e di qualità, nel quale convergano gli analoghi sistemi gestiti dallo Stato, dalle Regioni, dagli Enti locali".

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