Un grande ringraziamento ai familiari delle persone fragili, per la loro grande forza. E per essere ancora incarnazione del prendersi cura in una società, in una società, invece, molto individualista.
E’ questo il messaggio che lancia Uneba attraverso l’intervista al programma Story Time del vicepresidente nazionale Amedeo Prevete.
“L’obiettivo degli enti Uneba – dice Prevete- è erogare cura. nel senso più ampio del termine: rivolta sicuramente al nostro utente, ma anche a tutta la sua rete familiare. Oggi il mondo sta cambiando: le famiglie sono sempre più piccole hanno meno risorse per potersi occupare di chi ha una condizione di vulnerabilità. Pertanto noi di Uneba cerchiamo di far rete per moltiplicare le risorse disponibili. Ringrazio le famiglie (delle persone fragili) per la forza che hanno, la forza che ci manifestano ogni giorno. Spero di essere in grado di eguagliarla nella mia attività lavorativa”.
Prevete ha ricordato con orgoglio il ruolo fondamentale degli enti Uneba nella tutela di chi è fragile in Italia. Anzi, da prima ancora che l’Italia come stato esistesse.
“Gli enti Uneba sono gli enti che hanno dato vita al Terzo Settore e l’hanno fatto prima che lo Stato pensasse ad intervenire. Duecento anni fa alcune persone, che a volte nella storia non vengono ricordate come si dovrebbe, hanno dato vita a quello che oggi chiamiamo welfare state”.
E ancora oggi questi enti sono pilastri del sistema sociosanitario. “La loro mission non è remunerare capitali, ma curare le persone”.
Prevete si è poi soffermato sul grande problema del settore. Manca personale, sono pochi gli uomini e le donne che scelgono di dedicarsi professionalmente a chi è fragile.
“La carenza di risorse umane è dovuta sia alla difficoltà del lavoro di cura, sia alla poca appetibilità, sia a politiche lavoristiche che hanno un po’ speso nel tempo grosse risorse che si erano create nel passato. Le retribuzioni delle persone che lavorano in questo settore dipendono dai finanziamenti che lo Stato dà a questo settore o permette a questo settore”.
“Poi c’è un livello superiore: la difficoltà di trovare personale dipende anche dal fatto che questa società che non ha come senso prioritario l’altro, bensì è una società molto individualista: le persone non si vogliano più occupare delle altre persone. I nostri enti Uneba stanno anche cercando di far tornare questa cultura dell’altro, cultura dell’aiutare il prossimo. Un ‘prossimo’ che un giorno posso essere io stesso…”
