La bellezza della carità e la dimensione sociale della compassione sono al centro di “La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata del Malato che la Chiesa cattolica celebra l’11 febbraio 2026.
Il messaggio ha come punto di partenza la parabola del Buon Samaritano.
“Il cristiano – scrive il Papa- si fa prossimo di chi soffre, seguendo l’esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si è avvicinato all’umanità ferita. Non si tratta di semplici gesti di filantropia, ma di segni nei quali si può percepire che la partecipazione personale alle sofferenze dell’altro implica il donare sé stessi, significa andare oltre il soddisfacimento dei bisogni, per arrivare a far sì che la nostra persona sia parte del dono”.
Più avanti “Io stesso ho constatato, nella mia esperienza di missionario e vescovo in Perù, come molte persone condividono la misericordia e la compassione alla maniera del samaritano e dell’albergatore. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ciò che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale”.
In conclusione: “Imparto di cuore la mia benedizione apostolica a tutti i malati, ai loro familiari e a quanti li assistono, agli operatori sanitari, alle persone impegnate nella pastorale della salute e in modo speciale a coloro che partecipano a questa Giornata Mondiale del Malato”.
In occasione della Giornata del Malato, l’Ufficio nazionale di Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana organizza “Invece un samaritano” un momento di preghiera di ringraziamento a Dio per i curanti – cioè, ad esempio, le lavoratrici e i lavoratori degli enti Uneba.
