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Moretti (Forum): l’Irap sul Terzo Settore è una tassa ingiusta

Più risorse per la riforma della non autosufficienza, come pure per l’assistenza territoriale e le Case di comunità. No all’ingiustizia dell’Irap che pesa più sul non profit che sul profit.

Sono questi alcuni dei concetti dell’intervista esclusiva del neoeletto portavoce del Forum Terzo Settore, Giancarlo Moretti, a www.uneba.org.

Quali sono le principali richieste del Forum Terzo Settore in vista della Legge di Bilancio? Come il Forum Terzo Settore considera la Legge di Bilancio?

In linea generale – dice Moretti –  è una Manovra orientata alla prudenza, con risorse molto limitate e questo si traduce in scarse misure per il welfare. Da sempre il Forum chiede un approccio più strutturale in risposta alle crisi che riguardano in modo sempre più grave il Paese, a partire dall’aumento della povertà e delle disuguaglianze e dalla carenza di servizi socio-sanitari adeguati ai bisogni. Da questo punto di vista, quindi, continuiamo a sottolineare la necessità di politiche sociali di lungo respiro, non di semplici bonus o interventi “spot” con un impatto inevitabilmente debole e limitato nel tempo. Un esempio fra tutti: gli anziani e le persone non autosufficienti aumentano sempre di più, ma la riforma della non autosufficienza non ha ancora visto il necessario sostegno economico e quindi ha attuato solo parzialmente gli obiettivi originari, rinviando l’implementazione di molte misure.
D’altra parte, apprezziamo alcuni impegni che sono stati presi in questa Legge di Bilancio: tra questi c’è sicuramente l’aumento del tetto al 5 per mille da 525 milioni a 610 milioni. È un bel segnale, anche se riteniamo che questo tetto vada definitivamente eliminato per evitare che in futuro, come è prevedibile, si ripeta ciò che è già avvenuto: ovvero che la volontà dei contribuenti non venga rispettata, fissando un tetto al di sotto di quanto i cittadini effettivamente destinano al Terzo settore o alla ricerca sanitaria tramite il 5 per mille. Un’altra notizia positiva è la previsione di un fondo per i caregiver – figure assolutamente essenziali nel Paese ma che non vengono riconosciuti nel loro insostituibile lavoro di cura dei più fragili – che sarà però finanziato a partire dal 2027.

Quali le richieste del Forum in merito all’Irap sul Terzo Settore? 

Da tempo stiamo facendo dell’Irap una vera e propria battaglia: è una tassa ingiusta che paradossalmente viene pagata più dal non profit che dalle imprese profit. Sappiamo che il processo per l’eliminazione dell’Irap non è semplice trattandosi di un’imposta regionale, ma, da un lato, sappiamo che diverse Regioni si sono già mosse nella giusta direzione mentre, dall’altro, è possibile e necessario anche intervenire a livello nazionale. Il messaggio che vogliamo mandare alle istituzioni è molto chiaro: il Terzo settore, oltre a produrre ricchezza economica, si contraddistingue per produrre ricchezza e coesione sociale, quindi ci aspettiamo quantomeno che non sia penalizzato rispetto a comparti orientati esclusivamente al profitto e che non hanno lo stesso impatto in termini di inclusione, partecipazione, sostenibilità.

Giancarlo Moretti Forum Terzo Settore

La mozione finale dell’assemblea nazionale Uneba, cui lei (vedi foto sopra) ha partecipato, impegna l’associazione a promuovere (insieme alle altre organizzazioni non profit) una nuova finanza etica, con strumenti innovativi per la sostenibilità delle attività. Qual è il punto di vista del Forum sul tema?

Il Forum sta promuovendo in vari modi lo sviluppo di strumenti finanziari etici, adatti alle esigenze del Terzo settore, che gli diano modo di amplificare l’impatto delle sue attività e di svilupparsi. Lo riteniamo davvero un obiettivo strategico e lo stiamo perseguendo, sia con il progetto Cantieri ViceVersa, un vero e proprio laboratorio che fa dialogare il non profit con il mondo bancario e assicurativo e con le istituzioni, sia con altre iniziative. Ad esempio, è recente la presentazione di una ricerca condotta da noi insieme a Banca Etica e Aiccon sul rapporto tra economia sociale e finanza etica. I risultati sono abbastanza eloquenti: solo l’1% dei prestiti totali erogati dal sistema bancario al sistema produttivo del Paese va al Terzo settore, è chiaro allora che bisogna muovere grandi passi avanti per migliorare questa situazione. Il Piano nazionale per l’economia sociale può essere un’ottima occasione per l’adozione di strumenti finanziari etici: speriamo che porti risultati concreti.

Nel documento programmatico di mandato del Forum, nel ribadire la priorità da riservare alla cura dei più vulnerabili, non si fa riferimento agli anziani. Sappiamo però che è il terzo settore a gestire la maggioranza assoluta dei posti nei servizi per gli anziani non autosufficienti in Italia. Verso quali obbiettivi intende guidare il Forum in quest’ambito?

Innanzitutto mi preme sottolineare che il documento “Il futuro insieme” non è affatto esaustivo del percorso che mi auguro di sviluppare durante il mandato. Traccia un percorso, aperto ai contributi dei nostri soci, e che con questi auspico che sia molto arricchito. Realtà come Uneba svolgono un ruolo essenziale nella cura per gli anziani e non autosufficienti e vanno messe nella condizione di operare nel miglior modo possibile, per il bene di tutto il Paese. In questi anni sono stati compiuti dei passi importanti con le recenti riforme della disabilità e per gli anziani e le persone non autosufficienti, di cui il Forum ha seguito da vicino l’elaborazione e ora l’attuazione, anche come membro del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”. Auspichiamo un impegno maggiore in termini di risorse per mettere in moto le novità contenute in queste due riforme, una maggiore attenzione all’assistenza territoriale, lo sviluppo delle Case della comunità. La cornice entro cui portiamo avanti le proposte rimane un welfare inclusivo e universale, che si basi su un approccio integrale ai bisogni delle singole persone, coniugando e legando l’aspetto sanitario con quello sociale.

Uneba chiede con forza allo Stato di continuare a garantire agli enti del Terzo Settore che si occupano dei più fragili una tassazione agevolata quale sostegno alla loro importante funzione sociale. L’attuale forma della riforma fiscale del Terzo Settore, con la scomparsa della qualifica di Onlus, va invece in una direzione opposta. Qual è il punto di vista del Forum?

Su questo punto un’importante e positiva novità è contenuta nel recente decreto legislativo sui temi fiscali per il Terzo settore, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 novembre, frutto anche dell’ascolto delle istanze portate avanti dal Forum. Si tratta dell’armonizzazione al 5% dell’aliquota Iva per diversi soggetti di Terzo settore e riguarda da vicino anche le Onlus. Per queste, infatti, si dà così modo di proseguire le attività in maniera più sostenibile e soprattutto senza essere ingiustamente penalizzate. Molte Onlus infatti dovranno decidere a breve se rientrare nel perimetro degli ETS, iscrivendosi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, oppure no: la misura del Governo consente una scelta più consapevole e più serena e mi auguro che la “famiglia” del Terzo settore possa allargarsi accogliendo queste realtà fondamentali per la tenuta del nostro sistema.

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