Un protocollo integrato che combina pasti omogeneizzati istantanei, monitoraggio nutrizionale e formazione continua del personale di Rsa porta segnali positivi sul piano nutrizionale, clinico e organizzativo. I risultati supportano la gestione della disfagia come un percorso clinico e organizzativo multidimensionale anziché come una semplice strategia di modifica della consistenza.
È quanto emerge da uno studio pubblicato il 15 luglio 2026 sulla rivista scientifica internazionale Frontiers in Nutrition: “A multicentric retrospective pilot study on the clinical, nutritional, economic and organizational impact of an integrated protocol for dysphagia management within nursing homes in Italy” .
(qui la traduzione in italiano fatta da Gemini)

Lo studio dedicato alla gestione della disfagia, realizzato con il contributo dell’Osservatorio RSA della LIUC – Università Cattaneo, ha coinvolto 5 Rsa di Uneba Lombardia: Fondazione La Provvidenza di Busto Arsizio (Varese), Villaggio Amico Srl di Gerenzano (Milano), Pia Fondazione Francesco Menotti di Cadegliano-Viconago (Varese), Fondazione Elisabetta Germani di Cingia de’ Botti (Cremona) e Fondazione Villa Sacro Cuore Coniugi Preyer di Casalmorano (Cr).
La ricerca ha coinvolto 99 ospiti fragili con disfagia e ha valutato un protocollo integrato basato su pasti omogeneizzati standardizzati, monitoraggio nutrizionale e formazione continua del personale.
I risultati mostrano segnali positivi sul piano nutrizionale e clinico: dopo l’introduzione del protocollo si è osservata un’attenuazione del declino nutrizionale e una riduzione delle polmoniti da aspirazione, passate dall’8,2% al 5,1%, e delle lesioni da pressione, dal 24,7% al 19,2%.
Lo studio evidenzia inoltre benefici organizzativi legati alla standardizzazione delle consistenze, alla sicurezza alimentare, al controllo dell’apporto calorico e alla maggiore fiducia degli operatori.
La pubblicazione rappresenta un importante esempio di collaborazione tra Università e Rsa dimostrando come le strutture sociosanitarie possano contribuire concretamente alla ricerca e allo sviluppo di nuovi modelli assistenziali rivolti alle persone anziane più fragili.
Lo studio è stato sostenuto da un contributo incondizionato di General Beverage Srl, che è anche sponsor di Uneba con il marchio IoSano.
