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Dai nostri sponsor – Disfagia, i benefici di un percorso personalizzato con Harg

I benefici di un percorso nutrizionale innovativo e personalizzato nella disfagia

I risultati di un monitoraggio di sei mesi condotto da Harg, in collaborazione con il DISSAL dell’Università di Genova e l’associato Uneba Lombardia Fondazione Casa di Dio ETS di Brescia

La disfagia rappresenta una delle principali criticità cliniche nella popolazione anziana residente in RSA, poiché aumenta il rischio di malnutrizione, perdita di peso e declino funzionale. In questo contesto, la nutrizione assume un ruolo centrale nel percorso assistenziale e richiede strategie personalizzate, la cui efficacia deve essere valutata attraverso il monitoraggio degli outcome clinici.

Con questo obiettivo è stato realizzato un monitoraggio della durata di sei mesi, in collaborazione con il DISSAL dell’Università di Genova e la Fondazione Casa di Dio ETS di Brescia, volto a valutare gli effetti di un protocollo nutrizionale dedicato in una popolazione di ospiti disfagici residenti in RSA e presentato in occasione del 40° Congresso Nazionale SIGOT 2026.

Un monitoraggio nella pratica assistenziale

L’osservazione, dal titolo: Impact of a Personalized Nutritional Intervention on Clinical Outcomes in Frail Dysphagic Nursing Homes Residents: A 6-Month Study, ha coinvolto complessivamente 66 ospiti disfagici.

Di questi, 52 pazienti hanno completato il Protocollo Weancare (Protocol Completer), un percorso nutrizionale personalizzato basato sull’impiego di soluzioni nutrizionali innovative Dysphameal, mentre 14 ospiti, pur continuando il monitoraggio clinico previsto dalla struttura, non hanno aderito al protocollo e sono stati osservati come gruppo di confronto (Drop Out).

L’obiettivo dell’osservazione non era limitato alla valutazione del solo stato nutrizionale, ma comprendeva l’analisi di diversi indicatori clinici correlati alla fragilità della popolazione anziana.

Recupero dello stato nutrizionale

Tra gli aspetti emersi con maggiore evidenza vi è il progressivo miglioramento dello stato nutrizionale nei soggetti aderenti al protocollo.

Nel corso dei sei mesi il peso corporeo medio è aumentato da 51,6 kg a 53,8 kg, mentre il Body Mass Index (BMI) è passato da 20,18 a 20,91, evidenziando un recupero ponderale costante.

Nel gruppo di confronto, al contrario, sia il peso corporeo sia il BMI hanno mostrato un andamento progressivamente decrescente durante il periodo di osservazione.

Considerando che la perdita di peso rappresenta uno dei principali fattori prognostici negativi nella popolazione anziana fragile, il mantenimento o il recupero dello stato nutrizionale assume un’importanza clinica rilevante, contribuendo al mantenimento della funzionalità e della qualità di vita.

Nutrizione e disfagia - Harg me Ca d Dio

Lesioni da pressione: un indicatore della fragilità clinica

Lo stato nutrizionale influenza direttamente la salute dei tessuti, la capacità di guarigione e il rischio di sviluppare lesioni da pressione.

Nel gruppo che ha seguito il Protocollo Weancare, la percentuale di ospiti con lesioni da pressione si è progressivamente ridotta, passando dal 23% al 2% nell’arco dei sei mesi.

Nel gruppo non aderente al protocollo, invece, la prevalenza delle lesioni è aumentata dal 22% al 43%, mostrando un’evoluzione di segno opposto rispetto ai pazienti sottoposti al percorso nutrizionale.

lesioni da pressione harg casa di dio

Stabilità degli indicatori metabolici e immunitari

L’osservazione ha inoltre preso in esame alcuni parametri ematici comunemente utilizzati nella valutazione dello stato nutrizionale e metabolico.

Nel gruppo aderente al protocollo, i valori di albuminemia sono rimasti sostanzialmente stabili durante tutto il periodo di monitoraggio (da 3,14 a 3,16 g/dl), mentre nel gruppo di confronto si è osservata una riduzione fino a 2,69 g/dl.

Analogo andamento è stato rilevato per la conta linfocitaria, risultata stabile dopo un iniziale incremento nei soggetti aderenti al protocollo, mentre ha evidenziato un progressivo decremento nel gruppo non aderente.

conta linfocitica e albuminemia

Tra i risultati emersi, uno degli aspetti di maggiore interesse riguarda la gestione della supplementazione nutrizionale orale.

Nel gruppo che ha seguito il Protocollo Weancare, gli outcome osservati sono stati ottenuti sospendendo completamente gli integratori nutrizionali orali. Parallelamente, il gruppo non aderente ha proseguito la supplementazione tradizionale, mostrando tuttavia un andamento meno favorevole degli indicatori clinici monitorati.

Si tratta di un’osservazione che merita attenzione e ulteriori approfondimenti, poiché suggerisce come una gestione nutrizionale strutturata e personalizzata possa contribuire al mantenimento dello stato nutrizionale e di alcuni outcome clinici anche in assenza di supplementazione orale aggiuntiva, laddove clinicamente appropriato.

La nutrizione come componente del percorso assistenziale

La gestione della disfagia richiede un approccio multidisciplinare nel quale la nutrizione rappresenta un elemento integrante del percorso di cura. Oltre all’adeguamento delle consistenze alimentari, assume crescente rilevanza la qualità nutrizionale dell’intera giornata alimentare e la capacità di rispondere ai fabbisogni della persona anziana fragile.

Il monitoraggio condotto conferma l’importanza di affiancare alla pratica assistenziale una costante valutazione degli outcome clinici, favorendo l’adozione di percorsi nutrizionali sempre più personalizzati e basati sull’osservazione dei risultati.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per consolidare le evidenze disponibili, i dati raccolti in questa esperienza indicano come un intervento nutrizionale strutturato possa rappresentare un valido supporto nella presa in carico della persona con disfagia, contribuendo al mantenimento dello stato nutrizionale e al miglioramento di diversi indicatori clinici rilevanti.

Harg, che ha come fondamento la ricerca e la validazione della qualità dei prodotti e il loro impatto sul benessere dei pazienti, si concentra prevalentemente su studi prospettici, che garantiscono qualità e completezza del dato, poiché le variabili sono definite a priori conprotocolli standardizzati, a differenza del retrospettivo che dipende da dati raccolti per altri scopi, spesso incompleti.

Assicurano inoltre un solido controllo della temporalità, poiché l’esposizione è registrata prima dell’esito, rendendo verificabile la sequenza causa-effetto. Permette infine un migliore controllo dei fattori confondenti, potendo pianificarne in anticipo la raccolta,cosa impossibile a posteriori nel retrospettivo.

Questi tre elementi combinati riducono sistematicamente i bias di selezione e di memoria. Ne deriva, complessivamente, una maggiore validità interna dello studio prospettico rispetto al retrospettivo.

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