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Di cosa hanno bisogno gli anziani, e i servizi per gli anziani? A Vicenza il dialogo tra Trabucchi e Sammy Basso

Per il bene degli anziani servono azioni. E servono relazioni,
E’ il messaggio emerso da “Gli Anziani di ieri, di oggi e di domani una società che cambia”, incontro organizzato da Uripa con il patrocinio di Uneba Veneto che si è svolto venerdì 20 dicembre alla alla Health & Quality Factory Zambon di via della Chimica 9 a Vicenza.

Serve un intervento nazionale. E culturale
Il presidente di Uripa Roberto Volpe, nel suo intervento iniziale, ha rilanciato l’urgenza di un intervento della politica, anzitutto quella nazionale.
“Chi sarà anziano domani, sarà solo e senza sostegno famigliare. Già oggi in Veneto si stimano 350 mila anziani soli”, ha evidenziato. “Gli anziani aumenteranno, ma chi assisterà gli anziani non sta nascendo”. Di qui i quesiti di fondo: chi assisterà gli anziani? Chi garantirà la qualità dei servizi?

Nella foto: il presidente Uripa Roberto Volpe, l’assessore a sanità e sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin, il presidente dell’Osservatorio del Lavoro Uneba Veneto Fabio Toso, il presidente dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso

“Nella politica nazionale, in tutti i governi, è manca un attenzione alla non autosufficienza, che invece è una questione centrale”, ha evidenziato l’assessore a sanità e politiche sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin. “Non è solo una questione puramente economica – ha poi aggiunto- ma anche culturale. Serve una riflessione complessiva che si accompagni ad un aumento di risorse economiche”.
Alla necessità di un coinvolgimento della politica, il direttore del Giornale di Vicenza Luca Ancetti, moderatore del dibattito, ha aggiunto un tassello. “Come elettori, dobbiamo pretendere che il tema della cura di anziani sia al centro del dibattito della campagna elettorale che in Veneto (per le elezioni regionali) inizierà a breve”, ha detto.
Il presidente dell’Associazione Italiana Psicogeriatria Marco Trabucchi ha aggiunto una dimensione morale, come ulteriore ostacolo da affrontare. “Non c’è più il senso di responsabilità all’interno delle famiglie. E temo che il fenomeno sia abbastanza irreversibile”. Ed ha individuato due poli fondamentali di impegno. “Dare senso alla vita di chi non ha ancora bisogno di servizi, aiutandolo ad invecchiare bene, e dare senso alla vita di chi ne ha bisogno, organizzando al meglio l’assistenza”.

Sammy Basso, la forza delle relazioni
A fronte di una diffusa percezione di  fragilità della famiglia, Sammy Basso ha contrapposto la sua esperienza di una famiglia in cui, ha raccontato, “non sono mai solo”, e riceve tutto l’aiuto di cui ha bisogno.
Ha delineato uno scenario di collaborazione intergenerazionale. “Spetta anche alla mia generazione mettere ‘le mani in pasta’ perché anziani siano seguiti sempre meglio. I giovani possono fare del bene a chi invecchia, gli anziani possono essere fonte di ispirazione e di lezioni di vita. Oggi che ha l’Alzheimer,
La base di tutto sono, ancora una volta, le relazioni.
“Le relazioni fanno bene – ha detto Basso – e ce lo conferma anche la scienza, se una persona rimane attiva invecchia meno. Anche la mia malattia progredisce di più se una persona è poco attiva: in questo la progeria è simile all’invecchiamento biologico”.
Alle relazioni umane, Basso aggiunge la ricchezza della sua relazione con Dio. “Se raccontassi tutto di me, ma non parlassi della mia fede, non avrei detto niente. La fede è la mia parte più intima. Me l’ha trasmessa la mia famiglia, ed è stata anche una mia scelta”.

Robotica e intelligenza artificiale
Nei suoi interventi durante la mattinata di dialogo con Basso, Trabucchi ha proposto vie di sviluppi immediate e futuribili per i servizi agli anziani
“Serve una scuola di formazione per direttori delle strutture”, ha sottolineato. E poi: “La patologia internistica, dove possibile va affrontata all’interno della struttura , specie se si considerano i danni che porta ad un anziano l’accesso al pronto soccorso e il successivo ricovero in ospedale

“Passeranno 30 anni – è la previsione di Trabucchi – prima che robotica sia realmente d’aiuto in gestione dell’anziano. Da subito, invece, può essere utile l’intelligenza artificiale. In un prossimo futuro, anche il comportamento sui social dell’anziano aiuterà a capire la persona che abbiamo di fronte”.

In chiusura, Sammy Basso è stato insignito del titolo di primo consigliere onorario Uripa “per l’impegno profuso nel testimoniare il valore della vita e infondere nella società la forza della famiglia”.

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