Prevedere l’esenzione da responsabilità degli amministratori e degli operatori “per le attività e le azione poste in essere durante l’emergenza Covid 19”, escluse ovviamente le condotte dolose.
E’ la richiesta che Uneba presenta nella sua lettera del 2 aprile 2020 al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro della salute Roberto Speranza ed al ministro del lavoro Nunzia Catalfo.

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Nella lettera, il presidente di Uneba nazionale Franco Massi ed il presidente della commissione giuridica Bassano Baroni evidenziano gli ingenti problemi (ben noti a gran parte dei nostri lettori!) che l’epidemia di Covid 19 ha provocato nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali.

“Il pericolo di esito letale dell’affezione ha imposto l’esigenza di operare con immediatezza e per sovvenire adeguatamente alle necessità insorte si è reso necessario operare ricorrentemente con comportamenti derogatori.Per tali condotte pare doveroso prevedere l’esenzione da responsabilità degli amministratori e degli operatori che, tra l’altro, hanno operato in termini di eccezionale generosità e dedizione anche con ricorrenti e numerose esposizioni personali a forme di contagio”.

Per garantire questa esenzione, Uneba propone al Governo di approvare questa norma:

“in deroga ad ogni altra disposizione non sussiste la responsabilità civile, penale, amministrativa e contabile degli amministratori e degli operatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, sia pubbliche che private, per le attività e le acquisizioni poste in essere in costanza del periodo emergenziale del COVID19 di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31-01-2020 e successive proroghe. Ferma rimane la normale responsabilità per le condotte dolose”.

La norma si potrebbe inserire come emendamento al decreto legge 18/2020 “Cura Italia” del 17 marzo 2020. Tutti i decreti legge, infatti, devono essere convertiti in legge entro 2 mesi, altrimenti decadono, e al momento della conversione in legge il Parlamento può approvare delle modifiche al testo del decreto.