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Cos’è e come funziona la mediazione familiare

Con la riforma del 2006, che ha introdotto numerose ed importanti modifiche al sistema familiare, anche la mediazione familiare ha acquisito un ruolo più importante nel procedimento di separazione e divorzio.

La mediazione, infatti, come da definizione della Società italiana di mediazione familiare, si pone come “un percorso per la riorganizzazione della vita familiare in vista o in seguito alla separazione o al divorzio: in un contesto strutturato, il mediatore, come terzo neutrale e con una formazione specifica, sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale ed in autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché i partner elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale”.

Separati come coppia, ma genitori insieme

Tale programma si inserisce a supporto dell’applicazione del principio della bigenitorialità (significa che si continua ad essere genitori “insieme” e quindi l’educazione dei figli deve essere condivisa, ma la potestà educativa può essere esercitata anche in maniera autonoma, purchè rispetti sempre le linee giuda concordate con l’altro genitore).

Il principio di bigenitorialità è stato sancito con la riforma, al fine di garantire al minore una crescita ed un’educazione più complete possibili.

Appianare i conflitti, responsabilizzare i genitori 

Il mediatore quindi è un terzo rispetto al rapporto conflittuale tra le parti, esattamente come lo è il giudice. Ma a differenza di quest’ultimo, il mediatore cerca di affrontare e far appianare i motivi di discordia tra i coniugi, mentre il giudice è tenuto solo ad individuare la soluzione migliore per l’intera famiglia.

La mediazione, inoltre, ha il pregio di puntare a responsabilizzare gli stessi genitori che si impegnano e si sforzano di collaborare non solo nella fase delle “trattative”, ma anche e soprattutto nella fase dell’applicazione concreta dell’accordo.

I genitori troveranno più facile applicare un accordo al quale loro stessi sono giunti e quindi al quale hanno dato fiducia piuttosto che applicare disposizioni loro imposte dal giudice.

Tre fasi per arrivare a un accordo scritto 

Il percorso della mediazione si sviluppa in più colloqui con il mediatore da tenersi in una sede extragiudiziaria:

  • nel primo incontro di norma il mediatore informa i coniugi circa lo strumento della mediazione e cerca un primo dialogo con loro per capire le motivazioni, ossia i problemi, che li hanno spinti al ricorso alla mediazione. Ciò serve al mediatore per iniziare a conoscere non solo i coniugi singolarmente, ma anche e soprattutto la famiglia stessa, le abitudini, le relazioni al proprio interno e con gli altri.

  • nella seconda fase il mediatore, dopo aver individuato il problema, raccoglie le “proposte” presentate dai coniugi, cercando di far comprendere le esigenze dell’altro coniuge per raggiungere un accordo. Questa fase si conclude con un potenziale accordo verbale.

  • nell’ultima fase l’accordo viene concretizzato. Il mediatore rammenta ai coniugi l’importanza del lavoro svolto e la necessità di un loro impegno per raccogliere i frutti di tanto lavoro. E ricorda che in futuro, per l’applicazione del raggiunto accordo, potrebbero sorgere dei piccoli contrasti, che pero’ con la collaborazione di entrambi si potranno risolvere facilmente.

Se la mediazione è riuscita, il risultato sarà la trasformazione del procedimento di separazione/divorzio da giudiziale a consensuale, con tutti i vantaggi conseguenti.

Se la mediazione non riesce, il procedimento di separazione/divorzio procederà comunque per la strada del giudiziale. Il giudice non verrà mai a conoscenza di quanto detto e accaduto durante la mediazione. Questo per garantire alle parti che il tentativo da loro svolto in sede di mediazione non possa ritorcerglisi contro.

Importante e utile 

La mediazione in ambito familiare sta diventando sempre più importante ed è utile e vantaggioso un sempre maggiore ricorso a tale strumento per appianare i problemi, perchè così facendo le parti si responsabilizzano anche e soprattutto verso i figli, impegnandosi così a tenerli quanto più indenni possibile dal sempre doloroso percorso di separazione coniugale.

avv. Paola Turri

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