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I centri diurni Don Guanella e altre buone pratiche di cura per minori di enti Uneba

L'avvocato Cristina Perozzi relatrice al convegno Uneba di Napoli
Flavio Di Sigismondo, Cristina Perozzi e Francesco De Crescenzo

Ecco gli abstract degli interventi di sabato 15 giugno 2024 al convegno nazionale Uneba  “Il futuro delle giovani generazioni: le sfide del processo educativo e di cura”

Qui tutti gli articoli sul convegno Uneba

 

PRESENTAZIONI DI BUONE PRATICHE DI ENTI UNEBA

La discriminazione relativa all’identità di genere – Casa Arcobaleno (video)

Giovanni Raulli

L’intervento consiste in una presentazione del servizio di Casa Arcobaleno, come è nato, le sue prospettive ed una riflessione sui temi delle discriminazioni e dell’inclusione.

CasaArcobaleno_Presentazione

 

 

La tutela degli orfani di femminicidio  – Progetto Airone (video)

Cristina Perozzi

Il Progetto Airone rappresenta un’esperienza unica in Europa e vuole richiamare l’attenzione sociale, anche mediatica, sulla dolorosa realtà degli orfani di femminicidio.
Airone è stato selezionato nel quadro del programma del Fondo Europeo per il contrasto alla povertà educativa ed oggi contribuisce ad alimentare un confronto fra tutte le diverse istituzioni e gli stakeholders, al fine di costruire una rete funzionale e rispondere così anche pragmaticamente alle esigenze degli orfani di femminicidio e di crimini domestici.
Il progetto Airone si occupa di un cluster specifico nell’ambito della violenza di genere, sul quale ancora non c’è una specifica attenzione, ossia il benessere degli orfani di femminicidio, che sopravvivono con un padre suicidato o in carcere e con una madre uccisa dall’altro genitore.
Airone dunque colma uno spazio vuoto, perché se la vittima si aiuta contrastando il fenomeno della violenza principalmente con approccio culturale, alcuni temi sono ancora nascosti e devono essere urgentemente evidenziati e comunicati.
Molto spesso gli orfani di femminicidio subiscono anche anni di violenza assistita e questo è un fardello enorme da trascinare nella loro vita futura, per cui la responsabilità degli adulti deve essere una risposta a 360° gradi, con tutti gli attori efficacemente coinvolti per dare un riscontro a questo bisogno sociale .In casi come questi, al dramma della perdita della madre se ne aggiunge un altro, quello paterno, pertanto gli orfani sono doppiamente tali.
Per tali ragioni nel 2018 il Legislatore ha prodotto la Legge n. 4, prevedendo specifici strumenti a tutela delle vittime di femminicidio e cercando di cambiare prospettive.
Si spera che questo progetto costituisca una linfa nuova per condurre il sistema a strutturare una tutela effettiva per i minori colpiti, perché si stima un femminicidio ogni 72 ore ed è bene che si concretizzi una rete effettiva di contrasto ai reati ed alle conseguenze di tali reati. “Airone” si articola in:

  • PRESA IN CARICO, identificando chi sono gli orfani di femminicidio che hanno avuto la sfortuna di nascere in un contesto violento ed invisibile. Le famiglie affidatarie sono invisibili più degli orfani e proprio grazie a questo progetto devono essere aiutate.
  • PREVENZIONE: restituendo credibilità alle donne, ma anche intercettando le loro necessità. Le donne vanno a raccontare la violenza nei luoghi di prossimità, nelle farmacie o in luoghi di comune aggregazione. Ed accade che tutti sono esitanti, mentre invece tutti dovremmo accompagnare la donna a denunciare e restituirle così fiducia nel futuro.

I bambini orfani di padre e madre sono orfani dello Stato che invece ha una precisa responsabilità nei loro confronti perché la violenza non è un fatto privato fra marito e moglie, fra i quali non è vero che non si deve mettere il dito, perché invece la responsabilità di quello che accade è di tutti.
La legge 4/2018 introduce nuovi strumenti di tutela dei figli, siano essi minorenni o maggiorenni non economicamente sufficienti, rimasti orfani in seguito ad un crimine commesso nei confronti del genitore dal coniuge, anche se separato o divorziato, da chi è o era parte di unione civile, o comunque da colui il quale era parte di una relazione di tipo sentimentale, che è sfociata in una convivenza.
Il nuovo testo equipara l’omicidio del coniuge a quello del partner civile e del convivente, volendo in tal modo tutelare i figli in qualsiasi tipologia di unione sia essa coniugale o ad essa equiparata.
Nella maggior parte dei casi i minori sono figli di vittime di femminicidio e ciò, gli studi degli esperti lo dimostrano sempre più fortemente, ha su di essi un impatto psicologico devastante e ciò si riflette inevitabilmente anche nella loro sfera relazionale e scolastica.
A questa già delicata situazione si sommano inoltre tutte le questioni giuridiche riguardanti vari aspetti legali, tra cui la decadenza della responsabilità genitoriale, l’affidamento del minore o la designazione del tutore.
Verrà dunque analizzata la innovazione normativa avuta di mira con la legge n.4/2018 dalle disposizioni per la presa in carico sino alle misure di protezione e sostegno, passando per le tutele dei minori considerati come socialmente vulnerabili.

Criticità sulle quali lavorare

  • Mancano alcune figure essenziali di interlocuzione ( magistratura inquirente per esempio)
  • La discrezionalità delle procure procedenti
    La mancanza di comunicazione fra procure e tribunali
    Mancanza di protocolli operativi regionali
    La mancanza di specializzazione negli operatori
    La solitudine ed i figli manipolati che decidono a favore del padre colpevole
    Gli avvocati ed un codice deontologico per chi si occupa di questo settore
    Il CUG comitati unici di garanzia e le loro possibili funzioni nell’ambito del lavoro, le scuole, le parrocchie, i medici di base, i consultori, le farmacie.

 

 

Il Mio posto nel mondo: L’esperienza del Centro Giovani di Chiavari come pratica dei diritti e delle opportunità (video)

Fulvio Di Sigismondo

A che cosa serve uno spazio di socialità per adolescenti e giovani? Quale il suo senso in un tempo sempre più complesso e caratterizzato da dinamiche che ci appaiono sempre più involute e sempre meno orientate alla speranza?
Il nostro spazio, il Centro Giovani Chiavari, gestito dal Villaggio del Ragazzo, lo immaginiamo come un presidio di incontro, dialogo, cura e rispetto delle differenze.
Uno spazio in cui poter compiere quel percorso di “attraversamento”, dall’infanzia alle soglie della vita adulta, che caratterizza il delicato e turbolento tempo dell’adolescenza.
Uno spazio in cui sia possibile vivere e manifestare la propria identità adolescenziale.
Uno spazio di declinazione di diritti, che come ha ben descritto il pedagogista Andrea Marchesi in un suo illuminante articolo pubblicato da Animazione Sociale, si propongono alla nostra attenzione come diritti “rovesciati”, quasi paradossali.
Riteniamo pertanto che lo sguardo adulto debba essere orientato a concepire l’adolescenza come ad una esperienza che implichi una quota di in-quietudine, mal-essere e in-adeguatezza da riconoscere, affrontare e superare insieme.
Mission costitutiva di questi spazi diviene pertanto accogliere l’inadeguatezza adolescenziale, la sua inevitabile e necessaria incompiutezza, i suoi eccessi e la sua vitale e dirompente energia positiva.
Non per plasmare, ma per proporre.
In estrema sintesi una esperienza di significato che consenta di compiere qualche passo in più verso la ricerca di un proprio posto nel mondo.

Slide di Di Sigismondo sul Centro Giovani di Chiavari

 

Centri diurni: luogo di crescita per minori, famiglie ed educatori e collegamento con i territori (video)

Francesco De Crescenzo

Il Centro diurno polifunzionale Don Guanella è una struttura residenziale nell’area nord di Napoli, territorio difficile, mortificato dai continui episodi di criminalità. Il Centro da sempre costituisce un luogo di riferimento per tutte le famiglie del territorio; è un servizio svolto in convenzione con il Comune di Napoli. Accogliamo minori dai 3 ai 16 anni e offriamo la possibilità di momenti di aggregazione finalizzati alla prevenzione del disagio minorile.

L’educazione è per noi fondamentalmente “opera di cuore”, nasce dal cuore e si volge per le vie del cuore.

Ci sono tanti modi per porsi in relazione con i minori, ma la strada del cuore è certamente la più coinvolgente, rispettosa ed efficace, anche quando l’educare appare un’impresa impossibile, o quasi inutile, e all’apparenza non si vedono risultati.

Questo impegno  quotidiano a raggiungere il cuore del bambino e del ragazzo ci mette nella condizione di accoglierli come persone da amare.

Con il nostro servizio ci proponiamo di offrire e suscitare risposte ai bisogni esistenziali ed educativi a cui la famiglia non sa o non vuole provvedere, tuttavia cerchiamo di sollecitarle a prendere sempre più coscienza del loro compito educativo ed assumere, responsabilmente e in tutta la loro portata, gli impegni che ne conseguono.

 

 

 

HAI DOMANDE O DUBBI?

I commenti dei lettori sono benvenuti. Dopo un rapido controllo, li pubblicheremo tutti, tranne quelli che contengono insulti o non hanno a che fare con Uneba. Uneba non può prendersi l’impegno di rispondere a tutti i commenti.

Agli enti in regola con la quota di adesione all’Uneba offriamo un servizio di assistenza gratuita sull’applicazione del contratto Uneba: è necessario inviare il proprio quesito a sail@uneba.org. Come da Regolamento Uneba, non sarà data risposta a quesiti provenienti da singoli lavoratori.

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