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Concorrenza nel sociosanitario bloccata fino al 2026. E da rivedere.

Rimandata l’applicazione della normativa sulla concorrenza al settore sociosanitario.
Lo prevede l’articolo 36 della Legge Concorrenza – Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, legge 16 dicembre 2024, n. 193, intitolato “Sospensione dell’efficacia delle disposizioni in materia di accreditamento e di accordi contrattuali con il SSN”.

“ Al fine – si legge nell’articolo 36 – di procedere a una revisione complessiva della disciplina concernente l’accreditamento istituzionale e la stipulazione degli accordi contrattuali per l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie per conto e a carico del Servizio sanitario nazionale, l’efficacia delle disposizioni di cui agli articoli 8-quater, comma 7, e 8-quinquies, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonche’ del decreto del Ministro della salute 19 dicembre 2022 (…) e’ sospesa fino agli esiti delle attivita’ del Tavolo di lavoro per lo sviluppo e l’applicazione del sistema di accreditamento nazionale (…) E comunque, non oltre il 31 dicembre 2026”.

 

La sospensione dell’efficacia riguarda la disciplina concorrenziale introdotta dall’art. 15 della legge 118/2022 (legge concorrenza 2021), che aveva modificato gli artt. 8 quater e 8 quinquies del D.lgs. 502/1992, rispettivamente concernenti l’accreditamento e gli accordi contrattuali, introducendo il nel primo il comma 7 e nel secondo il comma 1 bis, nonché il decreto attuativo (DM 19/12/2022) che aveva stabilito i nuovi criteri di accreditamento e contrattualizzazione.

“L’emendamento approvato – osserva l’avv. Alberto Fedeli della Commissione Giuridica Uneba – non dispone una proroga del termine di attuazione da parte delle Regioni, della disciplina introdotta dalla legge sulla concorrenza n. 118/2022 e dal decreto attuativo, ma una sospensione della sua efficacia, fino a che non si operi una revisione complessiva della disciplina dell’accreditamento e della contrattualizzazione che deve intervenire entro il 31/12/2026. Quest’ultimo è il termine per la predetta revisione e non per l’attuazione della disciplina dell’art. 15 Legge 118/2022 che fino al 31/12/2026 è sospesa.

Le Regioni non possono applicare le norme sospese fino al nuovo intervento legislativo di riforma.

Solo se la revisione non dovesse intervenire entro il 31/12/2026 -ipotesi che non ci auguriamo – tornerebbero ad applicarsi le norme concorrenziali sospese, e solo dopo le Regioni dovranno tornare a curare la loro attuazione.

Deve ritenersi – secondo l’avv. Fedeli – che le disposizioni attuative della disciplina introdotta dall’art. 15 legge 118/2022 (comma 7 art. 8 quater, comma 1 bis art. 8 quinquies, D.lgs. n. 502/1991 e DM 19/12/2022) adottate da quelle Regioni che con eccessiva fretta avevano inteso procedere all’attuazione, siano da sospendersi anch’esse, perché allo stato sono prive di fondamento normativo, essendo l’efficacia delle norme attuate sospesa fino al 31/12/2026. La prevista complessiva revisione della disciplina comporterà poi la conseguente revisione anche delle norme attuative delle norme sospese già adottate dalle regioni”.

 

La sospensione della contestata disciplina della concorrenza nell’ambito sanitario e sociosanitario è stata introdotta con un emendamento al disegno di legge presentato dalle Commissioni riunite VIII e X della Camera.
Alle Commissioni Uneba aveva inviato una nota ufficiale con il proprio punto di vista sull’applicazione della normativa sulla concorrenza al sociosanitario.

La soddisfazione di Uneba

Uneba guarda con soddisfazione all’approvazione di questa proroga al 2026, ma si impegnerà per la soppressione della norma.

Del resto Uneba, a tutti i livelli, nazionale e territoriale, ha sostenuto l’assurdità della norma evidenziando in particolare che l’introduzione dei meccanismi di concorrenza nel settore non è un obbligo di legge. Bensì casomai una scelta politica, di cui eventualmente assumersi la responsabilità.

Il Sistema Sanitario Nazionale, un sistema programmato

Uneba ribadisce che il Sistema Sanitario Nazionale è attualmente un sistema integrato tra pubblico e privato, e tale deve rimanere.

“Il Sistema Sanitario Nazionale – aveva evidenziato Alberto Fedeli della Commissione Giuridica Uneba nel suo intervento al convegno nazionale Uneba di San Giovanni Lupatoto -si basa sull’accesso delle strutture private in condizioni di parità con le strutture pubbliche, governato dalla programmazione regionale che vincola l’ «accreditamento», a cui segue la stipula di «accordi contrattuali» con le strutture accreditate, e quindi una remunerazione secondo tariffe predeterminate dalla Regione”. Quindi un sistema programmato, che ridimensiona fortemente le logiche della concorrenza, prevalendo la tutela della salute e i principi di solidarietà e sussidiarietà .

All’attuazione della legge Concorrenza nel sociosanitario Uneba aveva anche dedicato un webinar.

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