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Caritas e Fondazione Zancan: l’Italia non sa affrontare la povertà

Caritas e Fondazione Zancan hanno presentato “Famiglie in salita”, rapporto 2009 su povertà ed esclusione in Italia: un modo per preparare il 2010, “Anno europeo di lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.

Il Rapporto approfondisce la lotta alla povertà nei sistemi regionali di welfare e propone diversi ambiti di riflessione, tra cui le prospettive di applicazione dei Livelli essenziali e dei possibili strumenti di perequazione nel nuovo contesto di federalismo fiscale. Sono presentati poi i dati sulle persone che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas e sui progetti "8xmille" promossi dalle Caritas diocesane nel periodo 2001-2008.

Il Rapporto si sofferma con particolare attenzione su 8 regioni: Lombardia, Veneto, Toscana, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.

Le sintesi del rapporto

Alcuni dati che emergono

Grandi differenze nella spesa per povertà e disagio di adulti nei Comuni: dai 21,75 euro per abitante della provincia di Bolzano a 1,81 euro in Abruzzo (dati 2004)

La povertà del sud Italia è di 4-5 volte maggiore rispetto a quella del Nord.

Un divario che non ha pari in Europa, e che cresce: la povertà relativa è diminuita del 15% in Veneto e del 33% in Friuli Venezia Giulia dal 2002 al 2007; nello stesso periodo in Sicilia è aumentata del 30%, in Sardegna del 34%.

Un’altra anomalia: si spende di più per contrastare la povertà nelle regioni laddove ci sono meno poveri

Prevale l’assistenzialismo: si tende a dare soldi piuttosto che servizi, si danno piccoli benefici per dare una piccola risposta a molti.

L’Italia non sa affrontare la povertà, è l’amara constatazione.

Due proposte del Rapporto

  • Trasformare gli attuali trasferimenti monetari (o parte di essi) in servizi da erogare alle famiglie a basso reddito con figli,
  • Semplificare i percorsi delle erogazioni monetarie

Cosa fa la Caritas

Oltre 80 mila persone nel 2007 si sono rivolte a 372 centri d’ascolto Caritas in 137 diocesi (su 220 totali). Il 70% sono stranieri.

5 mila famiglie hanno chiesto aiuto causa reddito insufficiente, il 7% del totale.

Pur in assenza di dati strutturati, 2008 e 2009 mostrano ai centri d’ascolto i segni della crisi, con un aumento delle persone che chiedono aiuto alla Caritas, in particolare italiani.

Caritas evidenzia il rischio futuro di una ricaduta “classista” sugli studi: meno potranno permettersi di mandare i figli all‘università.

Ci sono sempre meno soldi per la povertà estrema: meno fondi degli enti locali, meno donazioni e offerte.

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