Massima attenzione allo sviluppo e all’attuazione della Riforma del Terzo Settore, ma no all’ansia di doversi adeguare nel più breve tempo possibile alle nuove norme, perché c’è tempo.
E perché le norme potrebbero ancora cambiare.

E’ questa l’indicazione data agli enti Uneba dal presidente nazionale Franco Massi (nella foto) in un passaggio del suo intervento al convegno di Uneba Brescia “Legge Gelli – Impatto sulle strutture sanitarie”.

“Ad oggi abbiamo ancora 16 mesi per l’applicazione. Per la scelta (per un’eventuale trasformazione dell’ente) tra ets- Ente del Terzo Settore-, impresa sociale o altro, c’è ancora tempo. Inoltre, sono in corso lavori per preparare altri decreti della Riforma, e noi di Uneba siamo all’opera per introdurre alcune modifiche.
Sappiamo che, in particolare in Centro Italia, molti consulenti si stanno facendo vivi con gli enti.
Ma ripetiamo: c’è tempo.
Uneba si sta attrezzando per offrire ai propri enti assistenza adeguata. In particolare abbiamo deciso di istituire elenchi di professionisti che abbiano una sorta di ‘certificazione di qualità Uneba’ e che, dopo il prossimo comitato esecutivo, pubblicheremo nella parte riservata del sito Uneba”.

“Sicuramente per un po’ di tempo ancora, ad esempio, gli enti potranno mantenere la qualifica di onlus”, ha precisato sullo stesso tema il presidente di Uneba Lombardia Luca Degani(nella foto). Spiegando poi nel dettaglio: “Il decreto 117 sul Codice Unico del Terzo Settore, se da una parte ha disposto l’abrogazione immediata della previgente disciplina per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, per le onlus ha previsto che l’abrogazione di tale normativa decorre solo da quando la Commissione Europea avrà approvato espressamente la fiscalità di favore prevista per gli Enti di Terzo Settore e verrà istituito il Registro Nazionale del Terzo Settore. E comunque, dice la norma, anche quando saranno definiti tali due atti, la nuova disciplina fiscale avrà efficacia solo dall’anno successivo”.

“Non servono  – insiste Degani – decisioni immediate neppure per la scelta sulla destinazione degli asset patrimoniali e aziendali, magari per dividere gli uni dagli altri. Ci sono difficoltà per gli enti, ma si affrontano e si superano, sapendo che c’è tempo di farlo”.