Aumentano i minori in comunità, ma si aggrava la carenza di educatori che se ne prendano cura.
Cambiano e si aggravano le fragilità di bambini e ragazzi, ma le comunità ogni giorno, per ognuno di loro, ricevono rette inferiori al costo reale sostenuto per ognuno di loro. Si genera un deficit di sistema.
Il caso Bibbiano, malgrado la caduta di gran parte delle accuse, ha creato un clima di sfiducia e ridotto la disponibilità delle famiglie all’affido.
E’ un quadro pieno di criticità quello per le comunità per bambini e ragazzi presentato al convegno Uneba di Assisi da suor Franca Rosso, coordinatrice della Commissione Minori di Uneba.

Ma cosa significa, oggi, accogliere e servire bambini e ragazzi, cogliendo i tratti salienti dello spirito di San Francesco?
Ecco le 5 risposte della Commissione Minori Uneba nella relazione di suor Franca Rosso
- guardare con onestà alle ferite del sistema e impegnarsi a sanarle
- riconoscere che accogliere non è un atto individuale, ma un gesto comunitario che richiede strumenti adeguati
- ricostruire un clima di fiducia, senza il quale nessun intervento educativo può funzionare
- rimettere al centro gli educatori
- sostenere e supportare, non rassegnarsi!
Ragazze e ragazzi in difficoltà, ricorda suor Franca Rosso, “attendono una cosa sola: adulti che restino. Adulti che non si arrendano. Adulti capaci di accogliere e servire fino in fondo. Adulti che sappiano abbracciare. Accogliere come San Francesco significa andare verso l’altro con disponibilità radicale, ma anche con responsabilità”.

Le comunità si trovano di fronte, come nota Giovanni Di Bari di Cante di Montevecchio, “ragazzi e ragazze con elevata complessità psichica, di cui non siamo abituati a prenderci cura”. E Paola Lodovici, della Casa del Sorriso di Milano, ha presentato alcuni esempi concreti di casi: tutti reali, cambiando solo i nomi per proteggere ragazze e ragazzi. (clicca sul video)
Don Pino Venerito ha raccontato, attraverso l’esperienza del centro diurno don Guanella, le strategie e le strutture per l’accoglienza dei minori con difficoltà famigliari a Napoli, mentre don Claudio Burgio ha ricordato la bellezza del mestiere dell’educatore, che permette di “educare se stessi” nel processo
Ecco i “quadretti francescani” proposti da suor Franca Rosso al termine della sua relazione.
Articolo di Paolo Viana su Avvenire 15 maggio 2026
