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Rsa solo per il 7,6% degli anziani non autosufficienti: in Italia ne servono di più

Aumentano i non autosufficienti: servirebbero più posti di Rsa, più ore di assistenza domiciliare, più centri diurni.

Ribadisce temi cari ad Uneba il 7° Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care del Cergas Bocconi, presentato il 3 aprile 2025.

“E’ drammatico il dislivello tra domanda e offerta di cura – scrive il Sole 24 Ore sintetizzando il Rapporto – . Tanto che oggi le Rsa – per lo più concentrate nel Nord del Paese – soddisfano appena il 7,6% dei bisogni mentre l’Assistenza domiciliare integrata (Adi), diffusa sulla carta come richiesto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, è piantata su un 30,6% di copertura e a seguito della grave carenza di professionisti totalizza un numero effettivo di ore per persona del tutto inadeguato, pari a 14 ore per anziano. Ed è drammatico anche il dato sui centri diurni, che coprono appena lo 0,6% della richiesta”.

Le entrate per gli enti in tempi di crisi: la residenzialità “tiene” meglio degli altri servizi-

Per le 27 grandi istituzioni dell’assistenza agli anziani che hanno fornito i loro tardi all’Osservatorio Long Term Care, si legge nel Rapporto, “la residenzialità per anziani è di gran lunga la prima fonte di fatturato (74% in media), segnando un importante aumento rispetto all’edizione passata (quando era pari al 56%). La consistenza dell’incidenza delfatturato da residenzialità segnala che questo setting è quello che meglio ha tenuto (da un punto di vista di sostenibilità economica) in questi anni. Le difficoltà sul comparto diurno e domiciliare sono state maggiori e hanno portato i grandi gestori a ridurre i volumi”.

In tutti i casi tranne uno, meno del 30% dei ricavi dalla residenzialità per anziani viene dalla solvenza (libero mercato).

residenzialita' anziani pubblico o solvenza

Chi entra in Rsa? (dati 2023-2024)

  • età media degli ingressi: 84,5 anni
  • permanenza media : 345 giorni
  • 49% degli ospiti ha disturbi cognitivi

Nel 2023 i non autosufficienti in Italia sono piu’ di 4 milioni (4.027.488 )

Tra i 27 grandi player del settore  che hanno fornito i dati al Cergas per il Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care anche alcuni enti associati Uneba: Opera Immacolata Concezione, Casa Cardinale Maffi, Pia Opera Ciccarelli, Sacra Famiglia, Airoldi e Muzzi, Cavalier  Menotti, Don Gnocchi

Sotto pressione

“Secondo il Rapporto – scrive il Sole 24 Ore –  le residenze per anziani sono ancora fortemente radicate nei servizi residenziali e con finanziamento pubblico. Circa il 58% del fatturato dei gestori delle strutture per anziani deriva dalla spesa privata delle famiglie, per la maggior parte (44%) dipendente dalla quota di compartecipazione ai servizi pubblici, a loro volta ampiamente finanziati dalle famiglie. Solo il 14% del fatturato delle strutture deriva da spesa completamente privata per posti in solvenza. In assenza di una crescita del settore, rispetto alla spesa pubblica e a quella privata, si profila ‘il rischio di un corto-circuito nella capacità dei servizi di rispondere ai bisogni delle famiglie, con le Residenze per anziani sempre più sotto pressione e con un grande freno alla spinta all’innovazione dei servizi’, affermano gli esperti”.

Cosa sono le Rsa e cosa potrebbero diventare cambiando posizionamento

Il Rapporto analizza anche l’attuale posizionamento de<lle Rsa e un possibile posizionamento futuro che le renda più sostenibili. Ecco in sintesi.

Rsa oggi:

  • progressiva crescente sanitarizzazione fino ad avvicinarsi a hospice.
  • accolgono bisogni e utenti «inviati» da altri setting ma possono poco influenzare questa dinamica
  • subiscono l’arretratezza delle regole dettate dalle politiche pubbliche
  • estrema eterogeneità territoriale
  •  accolgono pochi, in alcuni casi i casi più gravi, in altri quelli che presentano una sufficiente capacità di spesa.
  •  settore in crisi: scarsa motivazione del personale, mancanza di un vero e proprio spirito di corpo, sostenibilità a rischio

Rsa possibili domani:

  • parte di una rete territoriale, in cui la componente di sanitarizzazione viene gestita da una filiera che lavora sinergicamente nella logica delle piattaforme di servizi
  • interlocutore  riconosciuto come competente da altri setting e istituzioni: collaborazioni e sinergie.
  • parte di un sistema che tramite l’integrazione anche con soggetti privati (e non solo istituzioni pubbliche) riesce ad attivare risposte nei territori.
  • risposte più flessibili e quindi più accessibili.
  • espressione di un comparto più solido, che riesce a fare sistema e ad affrontare in modo sinergico e integrato la sfida della sostenibilitàfutura nonché la crisi del personale

“Il settore Long Term Care tra connessioni, interdipendenze e necessità di integrazione” – 7° Rapporto Osservatorio Long Term Care

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