Anche Uneba rappresentata al convegno “Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva” di martedì 14 luglio in Vaticano. L’iniziativa ospitata dalla Santa Sede aveva l’obiettivo, spiegano gli organizzatori, “di riaffermare il diritto di ogni cittadino a un’eguale tutela della salute di fronte all’Alzheimer e di promuovere un confronto sulle risposte necessarie per affrontare una sfida che riguarda l’intera collettività”.
Per Uneba hanno partecipato Domenico Donato e Tomas Chiaramonte della Commissione Giuridica di Uneba nazionale.

Tomas Chiaramonte, relatore in qualità di segretario generale Adoa, ha insistito su un concetto: “Cambiamo il paradigma!Basta contrapporre il caregiver familiare al caregiver istituzionale.”
“La narrazione della contrapposizione – spiega Chiaramonte – che viviamo in questi mesi non aiuta nessuno e rischia di lasciare ancora più sole le persone con Alzheimer e le loro famiglie. Anche oggi su Avvenire vi era un articolo particolarmente lucido su questo tema”.
“Il familiare offre ciò che nessun servizio potrà mai sostituire: l’amore, la storia condivisa, la presenza quotidiana, la tenacia. Il professionista della cura territoriale porta competenze, formazione, organizzazione e continuità di cura. Insieme, e non uno contro l’altro, diventano una risposta capace di restituire dignità, serenità e speranza. Le tante realtà di Terzo Settore senza fini di lucro cercano ogni giorno di testimoniare proprio questo. Scelgono di abitare la fragilità, di farsi prossime, di costruire reti in cui nessuno venga lasciato solo. Comunità dove la professionalità incontra la fraternità e dove la cura diventa una responsabilità condivisa”.

Domenico Donato evidenzia: “Dall’incontro è emerso che molto può fare il Terzo settore anche in tema di formazione sin dall’ età più verde per educare il singolo ala cultura della prevenzione. Se solo consideriamo quanti enti associati gestiscono centri per minori possiamo renderci conto di quello che sarebbe possibile fare per contribuire a formare un giovane, e quindi, un adulto più consapevole di sé stesso che, prendendosi cura di sé, inevitabilmente, si prende cura anche degli altri attorno a sé”. Uno dei relatori, Vincenzo Di Lazzaro, Direttore Neurologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ha infatti evidenziato che molti fattori possono permettere di dimezzare il rischio di demenza: controllare il colesterolo LDL, correggere l’ipoacusia e difetti di vista se presenti, condurre una vita sociale intensa, trattare la depressione se presente, fare attività fisica aerobica regolare, controllare la pressione arteriosa, continuare a studiare anche in tarda età, ridurre al massimo l’alcool, tenere il peso sotto controllo.
Alzheimer, la Chiesa rilancia la cultura della cura come responsabilità collettiva – da Vatican News
