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Violenza e rabbia nelle relazioni di assistenza: perché succede, come operatori e enti possono evitarlo

Violenza e rabbia nelle relazioni di assistenza sono il delicato tema affrontato dall’associato Uneba Liguria Villaggio del Ragazzo in occasione del convegno “La rabbia e la cura”, realizzato in collaborazione con Centro Studi Mindfulness e Bioenergetica oltre a Proxima.

Grazie alla collaborazione del Villaggio, mettiamo a disposizione le slide dei relatori.

“L’errore umano tra vergogna e riparazione” è la relazione della psicoterapeuta Nicoletta Cinotti. “Nella nostra esperienza di curanti possono emergere emozioni impreviste come la rabbia. Rabbia che può essere agita e/o subita. Comprendere come gestire queste situazioni, come prevenirle e cosa imparare dagli errori sono elementi fondamentali”.

L’organizzazione che non si nasconde ma si mette in gioco è la relazione di Valeria De Giovanni, che invita a a leggere le manifestazioni di violenza come espressione di responsabilità individuali, ma anche come espressione di una sofferenza nelle relazioni all’interno della comunità-azienda, di una cultura e di un clima organizzativo non sufficientemente presidiati. E dà alcuni suggerimenti su cosa può fare l’azienda: ad esempio, coltivare il senso di comunità.

Per-donare la nostra rabbia – Riabilitare le nostre emozioni scomode è la relazione dello psicologo Mario De Maglie. “Siamo tutti a rischio di subire e agire comportamenti maltrattanti, solo una sensibilizzazione in tal senso che aumenti in noi la consapevolezza della responsabilità e degli effetti delle nostre azioni può aiutarci ad agire in modo non violento”, si legge in una delle slide.

Infine, La mindfulness nella professione infermieristica con Bruna Crepaldi

“La giornata di lavoro – commentano dall’associato Uneba Villaggio del Ragazzo – ha ruotato attorno a una riflessione professionale condivisa che non ci fa sentire estranei a fatti di cronaca che parlano di violenza e rabbia nelle relazioni di assistenza.  Vergogna, disapprovazione e disgusto possono essere reazioni iniziali. Poi è necessario comprendere come e perché questo avviene. È necessario immaginare e progettare scelte responsabili e risposte adeguate ai bisogni di tutti gli interlocutori coinvolti nelle relazioni di assistenza e cura. Operatori, datori di lavoro, famiglie, pazienti, istituzioni hanno bisogno di trovare uno spazio di reciproco ascolto ed espressione delle diverse prospettive. Abbiamo cercato di offrirlo con questa giornata. Per andare al di là della vergogna, al di là della logica del perfezionismo e dell’eccellenza, per camminare verso una qualità autentica di cura. Per i curanti e per i pazienti, per gli assistiti e per chi assiste”.

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