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Verso il convegno Uneba Veneto – Rimettere al centro la dignità della persona, lavorando insieme

Venerdì 25 maggio a Padova Uneba Veneto organizza il convegno “Famiglie e territori: scelte e valori del Veneto che assiste i più fragili”: anzitutto un’occasione di riflessione sui valori che accomunano e guidano gli enti Uneba, valori che vogliamo condividere il più ampiamente possibile perché siano poi tradotti in pratica quotidiana, anche nella normativa regionale.

 

In vista del convegno proponiamo una serie di riflessioni su questi stessi valori:  abbiamo parlato di qualità e personalizzazione dell’assistenzaproposte Uneba sugli schemi di accordo contrattualevalorizzazione della longevità e cura dell’intero percorso di vitasì ai controlli sugli enti ma con criteri univoci e definiti

 

In questa intervista Tomas Chiaramonte, revisore dei conti di Uneba Veneto, riflette sul valore della collaborazione in Uneba Veneto e sull’identità e distinzione del non profit rispetto all’ente pubblico e al mondo for profit.
Perché la collaborazione tra gli enti è un valore fondante di Uneba Veneto, e quali sono i vantaggi che porta?
Uneba, fin dalla sua costituzione voluta da S.E. mons. G.B. Montini, rappresenta un unione non solo di Enti ed interessi, ma principalmente di cammini che si sviluppano su di una strada costruita con il “cemento dei valori condivisi”, valori che non rimangono parole vuote ma che cercano di tradursi in prassi di cura alla persona fragile e alla Sua famiglia.
Uneba Veneto credo ne rappresenti un buon esempio anche grazie alle persone che fino ad ora ne hanno animato gli organi sociali: persone direttamente impegnate negli enti che però non concentrano lo sguardo sugli interessi degli stessi, ma si adoperano per una crescita culturale ed etica di tutto il settore.

 

Lei ha l’esperienza diretta di direttore di tre strutture: in che modo ha promosso la collaborazione?
Lo scenario sta cambiando velocemente: complessità normative, radicali riorganizzazioni delle istituzioni di riferimento, riduzione delle risorse pubbliche a sostegno del mondo della cura della persona fragile, impongono anche agli enti che da secoli agiscono nella storia con una forte tensione etica di farsi promotori ed interpreti del cambiamento affinché “nessuno, nemmeno i più piccoli e indifesi, rimanga indietro”. Una delle strategie per consentire la sopravvivenza soprattutto di enti di piccole e medie dimensioni, le realtà più diffuse in Veneto, è lo sviluppo di collaborazioni a tutto tondo, anche tra professionalità apicali, al fine di mantenere un’equilibrio economico -finanziario attraverso lo sviluppo di sinergie gestionali il tutto senza abdicare alla propria identità e alla propria storia.  

 

Oltre allo spirito di collaborazione verso l’esterno, è fondamentale anche un clima collaborativo all’interno. In che modo la si promuove?
Facendo a gara “nello stimarsi a vicenda” .
Più laicamente attraverso la conoscenza tra le persone che condividono un percorso di lavoro e di vita, anche in province e regioni diverse, mosse dal forte desiderio di superare le differenze e gli interessi di parte, per far crescere in armonia tutto il sistema di cura della persona fragile.

 

Come si concilia la spinta alla collaborazione tra gli enti con un livello di concorrenza dato che tutti gli enti cercano di occupare i propri posti letto e di acquisire ospiti con impegnative di residenzialità?
La convinzione che il sistema che oggi decide il flusso di persone in entrata nei nostri Enti sia condizionato da un mercato libero che si muove secondo regole di concorrenza tra le strutture credo sia un’ erronea interpretazione della realtà. Gli enti associati ad UNEBA che da decenni resistono a crisi demografiche, conflitti sociali, in alcuni casi anche guerre mondiali, devono crescere nella consapevolezza che più che operatori economici di un mercato in crescita devono differenziarsi (e lo possono fare solo tutti assieme) superando le sterili conflittualità territoriali per dare vita ad un nuovo modo di interpretare il servizio di cura delle fragilità anche approfondendo la conoscenza della tradizionale distinzione tra profit e non profit. Risulta urgente rimettere al centro dell’agenda politica la dignità della persona e non solo gli interessi economici: servono più mission che pervadano l’Organizzazione e meno slogan sulle Carte Servizi.

 

   
In cosa consiste il tratto distintivo del non profit privato di Uneba rispetto al profit e al pubblico?
Tutto dipenderà dalla capacità che avranno gli enti di stimolare le proprie politiche ed i propri gruppi di lavoro affinchè traducano prima nelle scelte strategiche e poi nelle prassi quotidiane i valori dai quali Uneba e la maggior parte degli Enti Aderenti sono nati.
Se gli Enti fortemente valoriali che dovrebbero animare la “Famiglia di UNEBA” non saranno in grado di rischiare per gli ideali da cui sono scaturiti e non lo faranno con coraggio, unità e perseveranza, saranno probabilmente spazzati via da un profit finanziariamente molto più forte e da una realtà statalista in forte crisi di risorse che da diverso tempo sta cercando semplicemente di salvare il salvabile, costretta a schiacciare la propria vision sulle emergenze dell’oggi.

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