sponsor uneba main sponsor uneba main sponsor uneba main sponsor uneba main sponsor uneba main sponsor uneba

Uneba Veneto – “Chiediamo coerenza alla politica veneta”

Nulla vi domandiamo se non la coerenza.

Questa la sintesi delle richieste di Uneba Veneto ai politici della Regione Veneto. Proprio la coerenza è stata infatti il tema centrale dell’intervento del presidente di Uneba Veneto Francesco Facci di fronte alla commissione quinta del consiglio regionale del Veneto mercoledì 9 dicembre.

Uneba Veneto, Uripa e Fism erano invitate per esprimere parere su due disegni di legge regionali: la Finanziaria 2010 (pdl 442) e il bilancio di previsione 2010 a 2010-2012 (pdl 443).

Sulla coerenza ha insistito Facci: intendendo la coerenza tra quel che la politica dice, cioè le intenzioni, e quello che fa, cioè i provvedimenti.

Non autosufficienza con meno risorse

Primo esempio portato da Uneba: nella premessa al progetto di legge che istituisce il fondo per la non autosufficienza si scrive che la Regione Veneto intende salvaguardare i livelli di eccellenza conseguiti nelle prestazioni sociali e sanitarie ed in particolare nella integrazione socio-sanitaria dell’area della non autosufficienza. Eppure, come ha mostrato numeri alla mano Facci, aggregando le diverse voci del bilancio regionale si verifica che dal 2009 al 2010 i finanziamenti per la non autosufficienza vengono ridotti per una somma superiore ai 35 milioni di euro. Sarà ancora possibile, tagliando in questo modo le risorse, salvaguardare le eccellenze?

A quando l’applicazione delle quote sanitarie?

Altro caso in cui la coerenza della politica veneta sembra cigolare sono le norme sulle quote sanitarie per le persone con disabilità. La delibera della giunta regionale 4589/07 prevede tre livelli di quote, a seconda della gravità della persona, già a partire dal 2008; e invece, di fatto, questa norma in alcune zone del Veneto non è ancora applicata e alle persone disabili non arriva quanto dovuto.

I referenti del settore sono già stati avvisati della situazione da Uneba Veneto, ma senza ottenere risposta. La nostra associazione oltretutto aveva già segnalato il problema, alla Regione e sui mass media, a febbraio 2009.

La Regione non premi la mala amministrazione

Infine, una terza richiesta di coerenza di Uneba Veneto alla Regione riguarda il caso della Fondazione Breda di Ponte di Brenta (Pd) che ha richiesto un contributo straordinario agitando in caso di diniego il rischio di una sospensione dell’assistenza ad anziani e disabili. In questo caso, la domanda di Uneba Veneto è quella già espressa nel comunicato stampa diffuso sul tema: “davvero la Regione Veneto mentre con una mano vara il nuovo Fondo per la non autosufficienza che di fatto riduce le risorse per anziani e disabili con l’altra vuole assegnare 800 mila euro ad un ente del settore che ha accumulato più di 20 milioni di debiti?”.

Le richieste della Fism alla commissione Quinta

Nel corso della stessa audizione è intervenuto il presidente della Fism Veneto Ugo Lessio, che ha presentato alcuni dati sulla situazione delle scuole materne cattoliche venete.

Ne emerge che sono Fism il 61% delle scuole materne del Veneto Il contributo statale al Veneto è stato per l’anno scolastico 2008 2009 di 53 milioni; di poco più di 10 milioni quello della Regione Veneto, pressoché invariato dal 2001. Secondo le stime Fism, i contributi statali, regionali e comunali coprono nel 2008 circa il 41% del totale del costo per bambino. Era circa il 47% nel 2003. Negli anni quindi è aumentato il costo a carico delle famiglie.

La Fism chiede un aumento dei contributi regionali per scuole materne, per nidi e per il sostegno ai disabili. Altrimenti si rischiano chiusura di strutture e aumento di rette.

Scrivi un commento