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Uneba Napoli – Stato di agitazione nelle strutture

Uneba Napoli si appresta a proclamare lo stato di agitazione in tutti gli enti aderenti, istituti senza fini di lucro dediti all’assistenza di minori ed anziani.

Verranno indette riunioni in ciascuna realtà con la partecipazione di dirigenti, dipendenti e famigliari degli assistiti; inoltre fuori dalla chiese di Napoli verranno distribuiti volantini per rendere noti i motivi della protesta. Questi ultimi non cambiano, perchè non cambia l’atteggiamento delle istituzioni: da più di due anni il Comune di Napoli non paga quanto dovuto agli istituti per la loro opera di assistenza, e la Regione resta a guardare.

Così, inevitabilmente, gli enti soffocano per i troppi debiti contratti per continuare a garantire il servizio a tutela di bambini e anziani. “Molte congregazioni religiose ci chiamano per dirci che vorrebbero chiudere i loro centri: non ce la fanno più! – è l’accorata denuncia di Lucio Pirillo, presidente di Uneba Napoli – Il trattamento che riceviamo è avvilente”.

Dopo lo stato di agitazione, Uneba Napoli, che gode del pieno appoggio di Uneba nazionale, potrebbe attuare una nuova, più drastica forma di protesta: organizzare una manifestazione nazionale di tutte le strutture religiose, con suore, sacerdoti e laici per la difesa delle attività socio-assistenziali in favore delle fasce deboli di Napoli.

Di fronte a questa emergenza – e alle altre che attanagliano Napoli- la politica cittadina sembra però voltarsi dall’altra parte, denuncia Pirillo.

“E’ all’ordine del giorno del consiglio comunale – rileva il presidente di Uneba Napoli – di mercoledì 24 febbraio una proposta di istituzione di un registro per il testamento biologico in assenza di una legge nazionale che regolamenta una materia così delicata. E’ davvero singolare che il massimo organo rappresentativo del Comune faccia questa scelta, invece di affrontare i problemi più urgenti e drammatici che affliggono la nostra città. Si pensi alle questioni del lavoro ed alla viabilità, alle condizioni generali di vivibilità dei napoletani; alla sicurezza ed alla legalità, fino ai più elementari diritti di cittadinanza, quotidianamente negati”.

“Come cittadino e come cattolico – prosegue Pirillo – inviterei il sindaco Rosa Russo Jervolino, la sua giunta ed il consiglio comunale tutto ad essere più attenti alla cultura della vita, alla difesa delle centinaia e centinaia di minori ed anziani assistiti dal Comune attraverso settanta strutture residenziali e semi-residenziali. Ma queste faticano a portare avanti le loro attività a causa del mancato pagamento di quanto dovuto, da parte del Comune, da oltre 24 mesi, malgrado il formale verbale d’accordo dello scorso giugno. Ecco: questa potrebbe essere una urgenza che i consiglieri comunali di una città normale, al di là degli schieramenti politici, dovrebbero mettere all’ordine del giorno, dando il loro contributo dovuto per il superamento di questa drammatica situazione che sta portando al fallimento del welfare in città”.

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