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Uneba Napoli chiede al sindaco Luigi De Magistris di avviare un piano di rientro

“Non chiediamo alla giunta De Magistris di pagare tutto l’arretrato subito. Però vorremmo che fosse presentato al più presto un piano di rientro dal debito, con impegni precisi per il presente e per il futuro”.

Il presidente Lucio Pirillo riassume così il punto di vista di Uneba Napoli.

Con la ripresa delle scuole hanno ripreso la loro attività anche i centri socio assistenziali associati ad Uneba e che operano al servizio dei minori. Mentre le strutture per anziani, naturalmente, proseguono il loro impegno

L’assemblea di Uneba Napoli di martedì 13 settembre ha evidenziato per tutti loro una situazione sempre più drammatica.

Il Comune di Napoli continua a non pagare le rette di mantenimento per minori ed anziani, e i centri sono costretti ad aumentare il debito con le banche.

”Cominciamo l’attività, ma non sappiamo nemmeno se arriveremo a Natale – spiega Pirillo-. Se non chiudiamo direttamente noi centri, potrebbero essere le banche a farci chiudere”.

Del resto è da inizio 2009 che dal Comune non arriva praticamente nulla di quanto dovuto.

Vuota si è dimostrata anche la promessa del nuovo assessore al sociale Sergio D’Angelo, che a giugno ad s’era detto fiducioso di riuscire ad anticipare un primo stanziamento di 20, 25 miliardi di euro a favore di tutte le organizzazioni entro luglio 2011.

In un incontro con i vertici di Uneba Napoli ad agosto, D’Angelo ed il suo sindaco Luigi De Magistris si sono detti intenzionati a non tagliare le politiche sociali napoletane, ma hanno anche chiesto alle strutture ulteriore tempo per attuare il piano di rientro.

Uneba Napoli e le altre organizzazioni del terzo settore, come Lega Cooperative, Federazione delle comunità famigliari (Sam), e comitato “Welfare non è un lusso” intendono chiedere un nuovo incontro al sindaco De Magistris per insistere sul piano di rientro.

Progettano anche una manifestazione pubblica per chiedere garanzie sul futuro alla politica. Non solo al Comune: anche dalla Regione, e dalla nuova giunta di Stefano Caldoro, si attendono più chiari orientamenti su politiche sociali e politiche socioassistenziali.

Uneba Napoli e le altre realtà intendono appellarsi anche al prefetto Andrea De Martino, cui già in precedenza Uneba aveva presentato la situazione.

Il problema non si limita solo alla sopravvivenza delle strutture assistenziali né solo al loro sacrosanto diritto a vedersi riconoscere quanto dovuto – ed è circa 200 milioni di euro il debito del Comune di Napoli con il terzo settore.

L’emergenza coinvolge invece il futuro dei minori, e si ripercuote nel presente su tutta la città. Basti pensare che gli osservatori di Uneba Napoli segnalano un grande aumento a Napoli sia della povertà che della microcriminalità.

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