sponsor uneba main sponsor uneba main sponsor uneba main sponsor uneba

Uneba Lombardia – A Varese dialogano sociale e sanitario

“Il nostro obbiettivo era di far dialogare le istituzioni del settore sociale e quelle del settore sanitario, perché se questo accade noi che gestiamo strutture socio sanitarie e stiamo nel mezzo ne beneficiamo. E l’obbiettivo è stato centrato”.

Così Marco Petrillo, presidente di Uneba Varese, commenta l’esito del convegno Uneba del 29 ottobre a Varese, intitolato “La rete di assistenza sociale e sanitaria: il sistema Rsa in provincia di Varese – Confronti, riflessioni ed opportunità nel nostro territorio”.

Petrillo: accreditamento sociale per le le Rsa

Nel suo discorso in apertura di convegno (qui il testo integrale), il presidente Petrillo, oltre ad aver ricordato nel dettaglio i numeri del settore Rsa in provincia di Varese ha delineato prospettive di migliore integrazione sociosanitaria con le Rsa protagoniste.

“Dal lato delle politiche sociali – ha detto Petrillo-, in un contesto di risorse finanziarie a volte costanti e spesso decrescenti, si fatica a valorizzare il ruolo delle Rsa nel contesto delle rete dei servizi sociali ed assistenziali, perdendo, a nostro avviso, un occasione unica di valorizzazione ed integrazione del sistema Rsa in ordine alla propria dimensione, organizzazione e professionalità prodotte. A tal fine è possibile ipotizzare un sistema di accreditamento sociale che permetta al nostro settore di appropriarsi dello spirito e della mission con il quali è nato ed è stato costituito. In quest’ottica le Rsa richiedono e si candidano a pieno titolo a diventare attori qualificati e strutturati sia accanto agli enti ospedalieri da una parte, andando a coprire l’intero segmento inesplorato e in continua crescita di posti di medicina intermedia sia accanto al sistema delle politiche sociali che, in un ottica di integrazione socio-sanitaria, trovano nel sistema Rsa un unità di offerta a costi contenuti (rispetto ai costi ospedalieri) e soprattutto profondi conoscitori e di forte radicamento nel territorio di presenza. (…) Quindi si auspica la nascita di un percorso di liberalizzazione, nel rispetto dei ruoli e delle specificità ospedaliere, del sistema di accreditamento sanitario e dal decollo del sistema di accreditamento sociale”.

***

Al convegno sono state presentate anche due proposte innovative di integrazione sociosanitaria realizzate in provincia di Varese.

Posti convenzionati di medicina intermedia

L’azienda ospedaliera di Varese ha convenzionato 30 posti letto di medicina intermedia in due rsa del territorio: una di queste è la Fondazione Molina, socio Uneba.

Housing infermieristico

Sul lato del sociale, invece, la Asl ha convenzionato due posti in 8 rsa tutte socie dell’Uneba per “housing infermieristico”. Qui dettagli sul progetto. A questi posti letto accedono persone inviate dal proprio medico di base per un periodo temporaneo di sollievo. Un esempio, spiega Petrillo, è quello dell’anziano reduce da ricovero in ospedale per broncopolmonite e che necessita di un ulteriore periodo di cure e di monitoraggio delle sue condizioni. Il paziente, in sostanza, può scegliere come suo domicilio temporaneo, per un periodo limitato, (massimo 30 giorni), un posto autorizzato e non accreditato in Rsa: qui può ricevere un’assistenza infermieristica continuativa, e assistenza medica se necessaria.

Le strutture che partecipano al progetto di housing infermieristico sono: Fondazione Molina di Varese, Villa Fiammetta a Ispra, Fondazione Bellora a Gallarate, Il melo a Gallarate, Fondazione Longhi e Pianezza a Casalzuigno, Casa San Gaetano a Sumirago, Villa Rovera Molina a Barasso.

"Serve una revisione del sistema Sosia"

La necessità di una maggiore integrazione socio sanitaria è stata rilevata da Uneba Varese in merito alla scheda Sosia (Scheda Osservazione Intermedia Assistenza), il cui risultato nella valutazione delle condizioni dell’anziano determina l’erogazione del contributo della Regione. "Non possiamo non evidenziare – ha detto Petrillo al convegno – la necessità di revisionare il sistema Sosia in vigore, perché non fotografa in maniera appropriata la situazione sanitaria dei nostriospiti ed è colpevolmente lacunoso nella parte sociale ed assistenziale, parte che assorbe il più alto numero di risorse finanziarie in un bilancio economico”.

Scrivi un commento