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Tanti alla materna, pochi al nido: l’Italia e i servizi per l’infanzia

L’Istituto di ricerca Innocenti dell’Unicef ha realizzato “Come cambia la cura dell’infanzia” uno studio sui servizi di cura per la prima infanzia (0-6 anni) in paesi economicamente avanzati (quelli dell’Ocse)

  • qui la presentazione dello studio
  • qui lo studio
  • qui la sintesi dei dati sull’Italia.

Alcuni dati

L’Italia…

  • è al penultimo posto per numero di bambini con meno di 3 anni che frequenta una struttura educativa e di assistenza (asilo nido etc.): sono meno del 10%, mentre in Danimarca si arriva al 60%. Tuttavia il tasso di occupazione delle donne che hanno un figlio con meno di 3 anni è maggiore o uguale, in Italia, rispetto ad altri paesi in cui piu’ bambini frequentano nidi o strutture simili
  • è al primo posto per bambini di 4 anni che frequentano una struttura: sono quasi il 100%; sfiora il 100% anche la percentuale di iscrizione prescolare di bambini tra 3 e 6 anni

Quattro su dieci

Dei 10 parametri fissati dall’istituto di ricerca Unicef per valutare i servizi per l’infanzia complessivamente esistenti in un Paese, l’Italia ne soddisfa 4:

  • un Piano nazionale che dia priorità alle persone svantaggiate
  • servizi educativi per l’infanzia finanziati e qualificati per almeno l’80% dei bambini di 4 anni
  • formazione dell’80% di tutto il personale di assistenza all’infanzia;
  • 50% del personale dei servizi educativi per l’infanzia qualificati con istruzione di livello universitario e relative qualifich

Sei sono invece i parametri che l’Italia non soddisfa:

  • diritto a un congedo parentale di almeno 1 anno al 50% di stipendio per uno dei genitori
  • servizi di assistenza all’infanzia finanziati e regolamentati per il 25% dei bambini sotto i 3 anni
  • almeno 1 operatore ogni 15 bambini nell’istruzione prescolare
  • 1% del Pil speso per i servizi alla prima infanzia. L’Italia è invece allo 0,5%; la media dei paesi Ocse è 0,7%. La spesa italiana è concentrata molto di più sull’istruzione prescolare (scuole materne etc) che sull’assistenza per l’infanzia. La prima è circa cinque volte la seconda. In Francia, ad esempio, le due quote di equivalgono; nei paesi scandinavi si spende di più per l’assistenza all’infanzia.
  • povertà infantile sotto il 10%
  • copertura quasi universale ai servizi sanitari di base: meno di 4 morti su 1000 bambini nati (4,7 in Italia), meno del 6% di bambini nati sottopeso (siamo al 6,7%), 95% dei bambini tra 12 e 23 mesi vaccinati (siamo al 93,3%) con le tre vaccinazioni standard

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