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Sanità pubblica: cambiano le regole per l’orario di lavoro

Novità per l’orario di lavoro dei dipendenti della sanità pubblica.

Dal 25 novembre 2015 è in vigore la legge 161/2014  che all’articolo articolo 14 abroga due deroghe alla direttiva comunitaria in tema di orari e riposi (comma 13 dell’articolo 41 della legge 133/2008 e comma 6-bis dell’articolo 17 del decreto legislativo 66/2003).

In virtù di queste deroghe, il personale del Servizio Sanitario Nazionale poteva derogare la durata massima di 48 ore dell’orario settimanale di lavoro (l’articolo 41 citato che riguarda solo la dirigenza sanitaria) e il riposo giornaliero di 11 ore ogni 24 lavorate (l’articolo 17, che invece si riferisce a tutto il ruolo sanitario compreso il comparto).

Ora non sono più possibile deroghe a orario massimo e riposo giornaliero. (Attenzione: la novità riguarda il personale del servizio sanitario nazionale, non gli enti Uneba).

La legge 161 stabilisce che per far fronte alla fine delle deroghe, Regioni e Province autonome “garantiscono  la  continuita’  nell’erogazione dei servizi sanitari e l’ottimale funzionamento delle strutture,  senza  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso  una  piu’ efficiente allocazione delle risorse  umane” ed attuando “processi di riorganizzazione e razionalizzazione  delle  strutture  e dei servizi”.

I contratti collettivi del settore sanità, stabilisce la legge, “disciplinano le deroghe alle disposizioni in materia di riposo giornaliero del personale del Ssn (…) prevedendo altresì equivalenti periodi di riposo compensativo, immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare, ovvero, in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo  non  sia  possibile  per  ragioni  oggettive, adeguate misure di protezione del personale stesso”.  Le disposizioni dei contratti vigenti che attuano le deroghe previste dai due articoli di legge abrogati dalla legge 161 cessano di avere applicazione.

L’applicazione di questi orari mette in difficoltà molte aziende sanitarie: per coprire i turni, si dice da più parti, servirebbero nuove assunzioni.

Si dice che il governo intenda inserire nella legge di stabilità un emendamento su sblocco del turnover, stabilizzazione dei precari e nuove risorse per i contratti.

“Stiamo prevedendo una procedura concorsuale straordinaria per l’assunzione di personale medico ed infermieristico”, ha annunciato il ministro della sanità Beatrice Lorenzin.

2 Commenti presenti

  1. In data 27 maggio 2017 alle 16:14 Antonio ha scritto:

    Sono infermiere prof.con contratto a tempo indeterminato ,con una struttura privata convenzionata al s.s.n.,la mia domanda posso avere la partita iva aperta e lavorare come lavoratore autonomo,oltre a essere un dipendende do struttura privata.
    Grazie

  2. In data 5 luglio 2017 alle 15:38 bisagno ha scritto:

    E’ possibile, se il lavoro autonomo non è concorrenziale rispetto al lavoro dipendente.
    Cordiali saluti, Uneba

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