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Riforma delle Rsa in Puglia, il plauso di Uneba

Uneba Puglia plaude alle modifiche alla legge regionale 53/2017 che portano  a completamento la riorganizzazione delle strutture sociosanitarie per l’assistenza ai non autosufficienti.

Il presidente regionale Uneba Amedeo Urbano firma il comunicato delle associazioni di categoria riunite nel FacPuglia ed evidenzia i benefici, anzitutto, per le persone fragili, sempre al primo posto nell’attenzione di Uneba: finalmente, con questa riforma che istituisce un unico contenitore-Rsa per l’assistenza residenziale degli anziani, che così potranno rimanere nella struttura che hanno scelto e non rischiare di venire spostati “come pacchi” con l’aggravarsi delle loro condizioni.

Ecco qui di seguito il comunicato stampa del FacPuglia, di cui fa parte anche Uneba.
AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA PUGLIA DOTT. MICHELE EMILIANO

– AL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA DOTT. MARIO LOIZZO

– AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA TERZA COMMISSIONE SANITA’ DELLA REGIONE PUGLIA DOTT. GIUSEPPE ROMANO

– AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA PUGLIA

– AGLI ORGANI DI STAMPA E DI DIFFUSIONE DELLE NOTIZIE

OGGETTO: Modifiche legislative alla L.R. n° 53 del 2017.

Ill.mi Tutti,

dagli Organi di stampa abbiamo appreso che il Consiglio regionale, nella seduta del 17 u.s. ha approvato, in via definitiva, la legge regionale di riorganizzazione delle strutture socio-sanitarie pugliesi per l’assistenza residenziale alle persone non autosufficienti.

A questo proposito, il FACPUGLIA, Forum permanente pugliese delle Associazioni Nazionali di categoria maggiormente rappresentative nel settore interessato dalla riforma legislativa in esame, intende rivolgere un plauso ufficiale al Presidente della Giunta regionale, Dott. Michele Emiliano, ai componenti della Terza Commissione regionale alla Sanità ed al Consiglio Regionale tutto, per avere posto finalmente rimedio ad una “stortura” del sistema normativo pugliese che, sino ad oggi, ha rappresentato, probabilmente, un caso “nazionale”.

Affinché la predetta affermazione sia pregna di contenuti, ci sia consentita l’occasione per esporre, in modo del tutto sintetico, le ragioni di quanto sopra affermato:

– Il Piano Sanitario Nazionale 1994-1996, approvato ai sensi del Decreto legislativo n° 517/93, indicava tra le sue priorità “ un maggior sviluppo di Presidi extra-ospedalieri di lungo-assistenza per gli anziani e i disabili…”.
– Le linee guida emanate dal Ministro della Sanità il 31 Marzo 1994 hanno definito gli aspetti organizzativi e gestionali delle Residenze Sanitarie Assistenziali (in sigla RSA) ed individuato le stesse come la “ collocazione residenziale dell’anziano e del soggetto disabile non assistibili a domicilio”;
– Tali linee guida, nelle loro premesse, indicando il percorso da seguire alla regioni italiane, evidenziavano la necessità di trasformare le strutture già esistenti nei diversi territori in RSA, non potendole escludere dal processo di riforma tracciato con il Piano Sanitario Nazionale;
– La Regione Puglia, purtroppo, anziché tener conto delle allora esistenti “Case Protette”, strutture residenziali per l’assistenza alle persone non autosufficienti, le ignorava completamente ed attendeva 8 anni per istituire le RSA pugliesi (Regolamento regionale n° 8/2002), non prevedendo alcun processo di riconversione o trasformazione delle allora esistenti Case Protette;
– Nel 2006, il legislatore regionale, con la legge n° 19, ha istituito le RSSA, strutture residenziali di tipo socio-sanitario finalizzate allo stesso tipo di assistenza delle RSA ma con standard più rigidi e minori tariffe, riservate solo a pochi fruitori (circa 2500 posti letto convenzionati).

Alla luce del quadro normativo come sopra riassunto, i pugliesi che oggi usufruiscono di tali prestazioni sono circa 4.000 e, spesse volte in modo del tutto empirico, sono indirizzati in una RSA o in una RSSA (dalle UVM delle ASL) a seconda della mera disponibilità di posto letto, distanza dal luogo di origine, scelta dei parenti, etc. Altre volte, le periodiche valutazioni mediche delle UVM ne dispongono la dimissione da una struttura ed il trasferimento in un’altra più rispondente ai variati bisogni assistenziali, senza tener in alcun conto i rapporti affettivi che sono sorti nel corso del lungo periodo di ricovero in struttura con altri degenti, con il personale, etc. o il fatto che il trasferimento del paziente a molti chilometri di distanza dal proprio Comune impedirà ai congiunti di visitarlo con regolarità quotidiana.

Questa legge pone rimedio a tutto ciò, consente dopo 24 anni l’istituzione di un unico “contenitore“ per l’assistenza residenziale, la RSA, e lo riempie di “contenuti” , consentendo alle Persone di non essere considerate dei “pacchi”, trasferiti da un luogo all’altro, ma di permanere nella stessa struttura che hanno scelto, quasi sempre vicina al loro luogo di origine, obbligando però il gestore a rispettare il nuovo piano assistenziale ed erogare le nuove e diverse prestazioni, sempre stabilite e prescritte dall’Unità di Valutazione Multidimensionale dell’Asl competente per territorio.

Inoltre, la Puglia, finalmente si adegua e recepisce integralmente i LEA (livelli essenziali d’assistenza), approvati dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2017, stabilendo, nel rispetto degli stessi, che le cure estensive siano a carico al 100% del SSR e quelle di mantenimento lo siano al 50%.

Abbiamo ritenuto di scrivere la presente perché riteniamo sia giusto diffondere le notizie di buona politica come questa, compiuta dal Governo regionale e dal Consiglio regionale pugliese, così come abbiamo apprezzato il contributo alla causa dato da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale, nessuna esclusa, a prescindere dalla loro appartenenza alla maggioranza o all’opposizione e Vi chiediamo di diffondere il presente “plauso” anche nei siti istituzionali della Regione Puglia.

Cordialità

Bari, 18 aprile ’18

F.to AGESPI
F.to ANSDIPP
F.to ASSoAP
F.to UNEBA PUGLIA DOTT. AMEDEO URBANO

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