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Riforma delle Ipab in Veneto: Zaia presenta una proposta di legge

A poche settimane dalla sua rielezione a presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha presentato, assieme ai consiglieri Finco e Rizzotto, una proposta di riforma delle Ipab.

Si tratta del progetto di legge 25 “Disposizioni per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e per la disciplina delle aziende pubbliche e delle persone giuridiche di diritto privato di servizi alla persona”.

Prima di tradursi in legge, il progetto dovrà essere esaminato dalla commissione sanità del consiglio regionale e poi votato. Quindi, naturalmente, il testo potrà subire modifiche, o perfino non arrivare mai all’approvazione. La presentazione del disegno di legge è comunque un segnale politico importante da parte di Zaia.

Vediamo alcune delle proposte della riforma delle ipab,

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge “le Ipab -si legge nella relazione al pdl- possono privatizzarsi e diventare fondazioni/associazioni di diritto privato, oppure possono trasformarsi in Aziende pubbliche di servizi alla persona, denominate Apsp, tenute a svolgere servizi socio-sanitari nell’ambito della rete dei servizi sociali della Regione del Veneto e del ruolo rafforzato dal Piano Socio Sanitario, quali Centri di Servizio”. A stabilire le procedure di trasformazione da Ipab ad Apsp sarebbe la giunta con una sua successiva delibera.

La trasformazione in Apsp è esclusa quando i posti letto autorizzati sono inferiori a 120 o la media del volume dei ricavi da attività caratteristica, riferita agli ultimi tre esercizi con conto consuntivo approvato, è inferiore a 4,5 milioni oppure a 100m mila euro se l’Ipab opera nel settore dei minori. Tra gli obiettivi del testo di riforma vi è anche quello di favorire la fusione o il raggruppamento tra le Apsp di minori dimensioni o che presentino la necessità di operare economie di scala

La gestione dell’Apsp, in base al progetto di legge, è affidata, con contratto di diritto privato rinnovabile, ad un direttore nominato dal consiglio di amministrazione, e scelto da un Elenco regionale tenuto presso l’Area sanità e sociale costituito e gestito sulla base di criteri e procedure fissate dalla Giunta Il direttore resta in carica per non più di sei mesi dalla cessazione del consiglio di amministrazione che lo ha nominato.

Per i dipendenti delle Ipab o delle APSP trasformate in persone giuridiche di diritto privato “fino all’individuazione di una specifica disciplina di contrattazione collettiva nazionale, continuano ad applicarsi tutti gli istituti economici e giuridici propri dei contratti collettivi di lavoro in essere all’atto della trasformazione conservando la posizione giuridica nonché i trattamenti economici fondamentali ed accessori in godimento, compresa l’anzianità maturata”.

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