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Riforma della scuola Renzi Giannini – Le idee per paritarie e non profit

Il presidente del consiglio Renzi e il ministro dell’istruzione Giannini hanno presentato la proposta di riforma della scuola “La buona scuola”. Dopo una fase di consultazione, a inizio 2015 si prevede di approvare il decreto legge con la riforma, da convertire in legge entro i previsti due mesi, e di approvare anche una legge delega per la successiva legislazione.

12 punti della riforma in sintesi

la riforma nel dettaglio: il documento “La buona scuola”

Per quanto riguarda la scuola paritaria, si promette sostegno, in termini generici, e si chiede trasparenza: “Servirà lavorare per dare alle scuole paritarie (valutate positivamente) maggiore certezza sulle risorse loro destinate, nonché garanzia di procedure semplificate per la loro assegnazione. Sarà ugualmente importante assicurare trasparenza. Per questo, i dati relativi alla valutazione delle scuole paritarie saranno trattati come i dati di tutte le altre scuole, e saranno quindi pubblicati su Scuola in Chiaro 2.0”

Il documento “La buona scuola” annuncia inoltre che “Il Sistema nazionale di Valutazione (SNV), previsto dal decreto del presidente della repubblica n. 80 del 2013, sarà reso operativo dal prossimo anno scolastico per tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie”.

Non sono presenti nelle 136 pagine de “La buona scuola” altri riferimenti specifici alle paritarie.

Nell’ultimo capitolo, “La buona scuola” insiste sull’opportunità di agevolare gli investimenti privati nella scuola statale. “Per le scuole deve essere facile, facilissimo ricevere risorse. La costituzione in una Fondazione, o in un ente con autonomia patrimoniale, per la gestione di risorse provenienti dall’esterno, deve essere priva di appesantimenti burocratici.

E poi va offerto al settore privato e no-profit un pacchetto di vantaggi graduali per investimenti in risorse umane o finanziarie destinato a singole scuole o reti di scuole, attraverso meccanismi di trasparenza ed equità che non comportino distorsioni.

Le obbligazioni ad impatto sociale (i cosiddetti Social Impact Bonds) (…) sono una prospettiva di grande interesse. Nel nostro Paese saranno sperimentati per la ricerca di soluzioni per la piaga della dispersione scolastica, finanziando schemi di formazione innovativa nei contesti ad alto rischio”.

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