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Riforma del Terzo Settore, probabili modifiche anche al Senato

Probabilmente si allungheranno ancora i tempi per la riforma del terzo settore.

Dopo l’approvazione del testo alla Camera è iniziato l’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato. Il relatore, Stefano Lepri, del Partito Democratico, ha svolto la relazione introduttiva evidenziando molte possibili modifiche: definizione di terzo settore, distribuzione degli utili da parte delle imprese sociali, stanziamento di fondi per le attività di controllo degli enti, definizione di enti non commerciali

Lepri propone anche "di considerare, in una logica di semplificazione e di risparmio di costi e tempi, la possibilità di assegnare la procedura di riconoscimento della personalità giuridica delle associazioni e delle fondazioni ai notai, analogamente a quanto accade per le società di capitali". Si tratta anche di una delle proposte fatte da Uneba, con il suo presidente Maurizio Giordano, in occasione del convegno dedicato alla Riforma del Terzo Settore lo scorso 22 novembre  2014 a Firenze.  

Leggi la relazione Lepri.

Dato il ruolo di Lepri, facile pronosticare che alcune di queste proposte di cambiamento saranno in vario modo recepite dalla commissione. Se anche che una sola di queste modifiche sarà approvata, prima dalla commissione Affari Costituzionali e poi dal Senato, il testo di riforma votato dal Senato dovrà ritornare alla Camera che dovrà approvarlo nuovamente in questa nuova formulazione. Senza dimenticare che si tratta in ogni caso, del testo di una legge delega. Quel che Senato e Camera prima o poi approveranno è comunque solo un’indicazione di principi di massima, seppur vincolanti. Spetterà successivamente al Governo in carica approvare i decreti legislativi che stabiliranno le regole nel dettaglio, e solo da questi decreti arriveranno i reali cambiamenti per gli enti Uneba e per il terzo settore. Insomma, i tempi saranno piuttosto lunghi.

Segui l’iter della riforma in commissione Affari Costituzionali 

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