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Riforma del lavoro – E se il mio ente ha un rapporto di collaborazione con un infermiere libero professionista?

In merito all’approfondimento sulle novità della riforma del mercato del lavoro proposto da Uneba Piemonte (lo riproponiamo nella parte riservata in corrispondenza a questa notizia), riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Luigi Pais dei Mori, presidente dell’ordine degli infermieri della provincia di Belluno e coordinatore infermieristico presso un’ente associato Uneba.

Spettabili,

in ossequio alla completezza d’informazione rispetto alla delicata materia della riforma del lavoro, mi corre l’obbligo di segnalare, con cortese richiesta di integrazione, un problema sul documento di sintesi pubblicato nell’area riservata da Uneba Piemonte.

Nello stesso infatti, nel commentare le novità in termini di “collaborazioni rese da titolari di partita iva”, si è omesso di segnalare che all’art. 26 del testo approvato “La presunzione di cui al comma 1 non opera altresì con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni”.

Segnalo questo per corretta informazione soprattutto a tutti gli Enti che hanno in essere collaborazioni con Infermieri liberi professionisti, che dunque non ricadono nella presunzione di collaborazione coordinata e continuativa.

Cordialità

Inf. C. Luigi Pais dei Mori

Presidente dell’Ordine degli Infermieri della Provincia di Belluno

Coordinatore Infermieristico (libero professionista)

Fondazione Casa di Riposo di Meano

Si tratta di una precisazione rispetto alle novità in materia di collaborazioni rese da titolari di partita Iva, per le quali la riforma introduce a presunzione che siano da considerarsi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (con tutte le conseguenze che ne discendono) se ricorrono almeno due di questi tre presupposti

  • la collaborazione è di più di 8 mesi in un anno
  • il collaboratore ne trae più dell’80% del suo reddito
  • il collaboratore ha una postazione di lavoro fissa presso il committente

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