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Part time, cocopro, congedo parentale: approvazione definitiva per i decreti del Jobs Act

Il Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2015 ha approvato, in via definitiva due dei decreti legislativi previsto dal Jobs Act.

Si tratta di decreti approvati in via preliminare dal Governo a febbraio 2015. In quell’occasione, la segreteria nazionale Uneba aveva diffuso due approfondimenti sulle conseguenze dei decreti sugli enti Uneba.

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Ecco alcune delle misure previste dai decreti approvati in via definitiva, come riassunti dal comunicato stampa del Governo

Conciliazione vita-lavoro

Congedo parentale: estensione massima dell’arco temporale di fruibilità del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12. Quello parzialmente retribuito (30%) viene portato dai 3 anni di età a 6 anni; per le famiglie meno abbienti tale beneficio può arrivare sino ad 8 anni. Le stesse regole si applicano per minori adottati o accolti in affido.

Congedo di paternità: esteso a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo per i lavoratori dipendenti come attualmente previsto, la possibilità di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne.

Telelavoro: benefici per i datori di lavoro privato che vi facciano ricorso per venire incontro alle esigenze di cure parentali dei loro dipendenti.

Contratti di lavoro e mansioni

Co. Co. Pro.:non potranno più essere attivati. Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, secondo particolari condizioni.

Stabilizzazione dal 1° gennaio 2016 dei collaboratori e dei lavoratori autonomi che hanno prestato attività lavorativa a favore dell’impresa

Cambio di mansioni: il lavoratore può essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento e non più soltanto a mansioni equivalenti. In presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi l’impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello, senza modificare il suo trattamento economico. Possibili accordi individuali tra datore di lavoro e lavoratore che possano prevedere la modifica anche del livello di inquadramento e della retribuzione al fine della conservazione dell’occupazione, dell’acquisizione di una diversa professionalità o del miglioramento delle condizioni di vita.

Staff leasing/ somministrazione: estensione del campo di applicazione, limite percentuale all’utilizzo sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa (20%).

Part time: definiti i limiti e le modalità con cui, più in assenza di previsioni al proposito del contratto collettivo, il datore di lavoro può chiedere al lavoratore lo svolgimento di lavoro supplementare e si possono pattuire clausole elastiche (spostamento della collocazione dell’orario di lavoro) o flessibili (variazione in aumento dell’orario di lavoro nel part- time verticale o misto). Il lavoratore può richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura  o in alternativa al congedo parentale.

Il consiglio dei ministri ha inoltre esaminato in via preliminare altri decreti, sul riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali, sull’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale.

Il decreto approvato in via preliminare su razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, prevede, tra le altre disposizioni:

  • possibilità per i datori di lavoro privati di assumere i lavoratori con disabilità mediante la richiesta nominativa
  • integrale revisione della procedura di concessione dell’incentivo per le assunzioni dei disabili
  • tenuta, a decorrere dal 1° gennaio 2017, del libro unico del lavoro in modalità telematica presso il Ministero del lavoro
  • svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori
  • abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni

 

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