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Non autosufficienza, la soluzione è la “dote di cura”?

Sostituire indennità di accompagnamento e invalidità civile con la “dote di cura” per tutti i non autosufficienti ultrasessantacinquenni. La dote sarebbe di importo variabile a seconda di gravità e reddito e ricovero in struttura a residenza o domiciliarietà. Costituita preferibilmente di voucher per l’acquisto di servizi da soggetti accreditati.

Approfondimenti sulla “dote di cura”

E’ la proposta del rapporto “Costruiamo il welfare di domani”, realizzato da Prospettive sociali e sanitarie, Ars, CappIstituto per le ricerche sociali.

La proposta, assieme ad altre due di contrasto alla povertàsostegno alle famiglie con minori, nasce dall’analisi dei limiti del sistema socio assistenziale, mai riformato dopo la legge 328.

Ad esempio, secondo il rapporto:

  • rigidità e monetizzazione diffusa delle prestazioni
  • frammentazione degli interventi: settoriali, categoriali, parcellizzati, su selettività incoerenti
  • debole sussidiarietà orizzontale
  • centralismo – debole sussidiarietà verticale

Al rapporto “Costruiamo il welfare di domani” e alle sue proposte sarà dedicato un convegno a Milano giovedì 26 settembre 2013. Crediti formativi per assistenti sociali.

Qui e qui sotto le slide – gli approfondimenti sulla proposta della “dote di cura” sono a partire dalla slide 56.

Alcuni dati dal rapporto “Costruiamo il welfare di domani”

Per non autosufficienza e handicap si spendono quasi 24 milioni di euro, circa l’1,51% del Pil.

In Italia ci sono circa 1,8 milioni di persone con più di 65 anni non autosufficienti. Di questi, 230 mila sono in struttura residenziale.

Al 40 per cento della popolazione più ricca va quasi un quarto della spesa per l’assistenza sociale italiana (calcolata in 67 miliardi).

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