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Minori con disagio a Catania – Uneba: dal nostro convegno la spinta a nuova attenzione e nuove azioni

Perchè si svolgerà proprio a Catania il convegno nazionale ‘Bambini e ragazzi: quale futuro?’ organizzato da Uneba nazionale dal 18 al 20 gennaio 2018 in collaborazione con l’Università di Catania? E quali ricadute ed effetti potrà avere? Quale messaggio potrà portare?
Ne parliamo con Salvatore Caruso, presidente di Uneba Catania, vicepresidente di Uneba nazionale.
Un convegno incentrato sui minori si svolge proprio a Catania, città che ha una ricca tradizione di servizi ai minori.
Puo’ presentare a chi verrà a Catania l’attività degli enti Uneba per minori in città?
La scelta di Catania quale sede del Convegno non è casuale – spiega Caruso – Bensì indicata e condivisa dal Consiglio Nazionale Uneba quale rappresentativa di un contesto territoriale locale e regionale in cui le problematiche relative al disagio che interessano le fasce minorili sono particolarmente evidenti, a fronte di una azione politica e di governo spesso insufficienti a programmare e condividere efficaci percorsi di prevenzione, educativi e di contrasto ai fenomeni di povertà, difficoltà socio ambientali e devianza.
In questo contesto catanese, Uneba rappresenta una presenza storica: ampiamente diffusa, in particolare, nei quartieri periferici e a maggiore rischio,soprattutto nell’ambito dei servizi socio educativi.

 

L’attività degli enti Uneba per minori a Catania vede il suo futuro messo a rischio dai tagli di risorse e dalla mancanza di certezze dalle istituzioni. L’attenzione al tema del convegno nazionale potra’ aiutarvi a risolvere questa situazione difficile?
Confidiamo molto sulle ricadute positive del Convegno, soprattutto in termini di sensibilizzazione delle istituzioni locali su quanto sia importante “investire” sui minori, in termini di prevenzione all’insorgenza dei fenomeni di devianza e di contrasto alla povertà. Crediamo, inoltre, che dal confronto tra le varie esperienze di intervento e modelli operativi, attuati nelle varie regioni italiane, possano determinarsi e svilupparsi anche azioni innovative che integrino e completino il quadro dei servizi presenti oggi sul territorio.

 

 

Come si è sviluppata la collaborazione con l’Università di Catania, e che frutti potrà dare?
Le tematiche che il Convegno affronterà non potevano non coinvolgere l’interesse dell’Università, quale occasione di studio, approfondimento e confronto su quanto ruota attorno all’area minorile, in termini sociali, educativi, psicologici, sanitari, politici. La disponibilità dei locali nello storico e prestigioso ex Monastero dei Benedettini quale sede dei lavori convegnistici, oltre alla nutrita presenza tra i relatori di docenti universitari, testimoniamo appunto l’interesse collaborativo e il contributo dell’ateneo catanese al Convegno. E’ auspicio comune sviluppare l’azione collaborativa sia sul versante dello studio ed approfondimento delle tematiche legate ai minori, sia sul versante formativo anche attraverso esperienze e tirocini presso le nostre realtà associative.

 

Che esiti si augura possa avere questo convegno? Quali risultati potra’ portare?
L’augurio, innanzitutto, che il Convegno riesca a richiamare l’attenzione delle istituzioni, delle agenzie sociali e della stessa comunità sui minori, quale tema centrale di sfida per il futuro della nostra società. Conseguentemente che possano avviarsi ai vari livelli istituzionali ulteriori momenti / tavoli di confronto e di programmazione di interventi e servizi più adeguati a rispondere ai bisogni dei minori. In tale auspicata prospettiva l’Uneba assicura la sua presenza quale testimonianza di impegno nella nostra realtà catanese e siciliana.

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