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Long Term Care in Europa – Le politiche per non autosufficienti ai tempi della crisi economica

Aumentano gli anziani bisognosi di assistenza, perché la popolazione invecchia.
Diminuisce la possibilità che sia la famiglia a prendersi cura dell’anziano: le famiglie sono piccole, e spesso tutti, anche le donne, lavorano.
Lo Stato deve ridurre la spesa pubblica, e quindi, possibilmente, anche quella per l’assistenza.
In Europa, soprattutto in Europa del Sud grosso modo, va così.
Cosa possono fare gli Stati in questa complicata situazione? Cosa fanno? Quali differenze con l’Italia?
Alcune risposte arrivano dall’articolo “Le riforme nel settore dell’assistenza agli anziani: l’Italia nel contesto europeo” di Matteo Luppi, pubblicato su Secondo Welfare e che guarda alle scelte politiche nel settore della Long Term Care.
Ecco un riassunto in breve.
In Spagna, come in Italia, ad oggi una quota considerevole delle prestazioni rivolte alla popolazione non autosufficiente è ancora di carattere monetario.
In Francia sono stati introdotti strumenti a supporto dello sviluppo di un mercato di cura, specialmente rivolto alle cure domiciliari, come  detrazioni fiscali, voucher di cura, voucher Cheque emploi service universel (CESU).
I contributi a sostegno dell’autonomia variano sia in base alla gravità che in base al reddito (in Italia invece l’indennità di accompagnamento non dipende dal reddito).
Più del 50% degli anziani con problemi di non autosufficienza riceve servizi di cura domiciliari formali, mentre in Italia siamo sotto il 20%
In Svezia si è scelta più apertura al mercato e una riduzione della spesa pubblica: gli anziani in condizioni meno gravi restano esclusi dai servizi pubblici.
sw
PIU’ SOLDI AI PIU’ GRAVI
In Italia  le persone con disabilità medio-grave ricevono mediamente il 20%-30% in più di chi ha disabilità lieve. In Francia, Svezia, Belgio, le persone medio-gravi ricevono mediamente il 40% o 50% in più dei lievi.
PIU’ AIUTI A CHI HA MENO SOLDI
In Italia non sono le persone o famiglie con reddito più basso ad avere maggiore accesso alla prestazioni.
Nel 2012, in Italia solo il 43% dei beneficiari delle prestazioni monetarie fa parte del 20% più povero della popolazione. (In Svezia: 64%).
Nel 2007 solo il 10% della popolazione con redditi bassi riceve cure domiciliari formali (per la popolazione a redditi più elevati siamo al 30%. In Svezia e Francia invece non appare una relazione tra reddito e cure domiciliari.
Secondo le stime OECD, circa il 35% della spesa totale rivolta alla cura degli anziani in Italia è finanziata con spese private.
AUMENTERANNO GLI ANZIANI, AUMENTERANNO LE NECESSITA’
Nel 2060 gli ultra85enni saranno il  41% del totale degli anziani in Europa,  oggi sono il 33%. Dato che con l’aumento dell’età cresce, in linea generale, la fragilità, il bisogno di assistenza aumenterà. Particolarmente in Italia, dove nel 2060 gli ultra85enni si prevede saranno il 50% degli anziani.

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