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Lombardia – Riforma del sistema sociosanitario, ecco il disegno di legge della giunta Maroni

La giunta della Regione Lombardia ha approvato a maggioranza, nella seduta del 23 dicembre 2014 il disegno di legge di riforma della sanità e del sistema sociosanitario

Ora il testo passa all’esame della Commissione Sanità del consiglio regionale: servirà il voto del consiglio regionale per trasformare questo testo in legge E’ possibile, naturalmente, che nel corso dell’esame commissione o consiglio modifichino il testo.

La proposta di riforma si rifà ai capisaldi della vigente legge 31/97, come la libertà di scelta della persone e la competitività tra le strutture pubbliche e private, determinata dal sistema degli accreditamenti. E tra i suoi obbiettivi indica:

  • "intersecazione del Sistema Sanitario con quello Socio-Sanitario e stretta collaborazione con le Politiche Sociali gestite dagli Enti Locali;
  • stretta collaborazione con le realtà imprenditoriali territoriali, finalizzata al superamento della visione del Sistema Socio Sanitario Lombardo esclusivamente come erogatore di prestazioni, aprendo ad una visione aziendale in grado di determinare una significativa ricaduta socio economica territoriale determinata dall’indotto;
  • implementazione del Sistema Socio Sanitario Lombardo con quelli delle Regioni contigue,nella proiezione della realizzazione del Sistema Socio Sanitario della Macroregione del Nord".

L’articolo 17 del disegno di legge, in particolare, riguarda i requisiti per l’accreditamento degli enti sociosanitari, mentre all’articolo 19 si stabilisce che la Giunta deve approvare le Regole di sistema entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello cui si applicano.

L’articolo 18 prevede che dopo l’approvazione della legge di riforma sociosanitaria la giunta della Lombardia emani il Contratto di Lavoro Lombardo per tutti gli Operatori afferenti al Sistema Socio Sanitario Regionale.

“Le necessità -spiega in un’intervista il presidente della commissione Sanità e Politiche sociali del consiglio regionale della Lombardia, il leghista Fabio Rizzi – sono quelle di realizzare un’unica Rete, Ospedaliero/Territoriale e Socio Sanitaria, che possa rispondere adeguatamente ai bisogni soprattutto della cronicità, che assorbe il 73% delle risorse e spessissimo è trattata in ambiente inadeguato, ad esempio nelle strutture ospedaliere superspecialistiche, con disagi per il cittadino e costi doppi, in qualche caso quadrupli, per il sistema, trattandosi spesso di prestazioni a bassa intensità, agevolmente erogabili come servizi di prossimità alla persona e con costi nettamente ridotti”, 

Viene inoltre istituita l’Agenzia di Controllo del Servizio Socio Sanitario Regionale e un unico assessorato salute-famiglia.

Gli articoli 6 e 7 prevedono una riorganizzazione dell’Agenzia per la Tutela della Salute con le Articolazioni Socio Sanitarie Territoriali (ASSL) e le Aziende Integrate per la Salute e l’Assistenza (AISA), nella declinazione della Rete Socio Sanitaria Lombarda.

“Le ASSL, in numero limitato,- si legge nella presentazione del ddl – ricevono dall’Assessorato di competenza le funzioni di programmazione e controllo, con la relativa assegnazione delle risorse economiche e le AISA, in numero congruo per una corretta gestione del Territorio di propria competenza e declinate nei Presidi ospedalieri territoriali e nei Presidi socio sanitari territoriali (funzioni che possono essere svolte anche da enti privati), unitamente a tutte le altre Strutture presenti sul Territorio stesso, concorrono all’organizzazione ed all’erogazione delle prestazioni. (…) Le AISA, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia imprenditoriale, contribuiscono a garantire l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitari e socio sanitaria”.

La riforma lombarda del sistema sociosanitario secondo Quotidianosanità e secondo Repubblica.

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