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Legge sull’Alzheimer della Regione Lazio

La Regione Lazio “assicura l’assistenza e la cura dei malati affetti da Alzheimer Perusini o da altre forme di demenza, garantendo la presa in carico globale e continuativa del paziente e della sua famiglia attraverso una rete di servizi sociali e sanitari integrati”.

Lo stabilisce la nuova legge sull’Alzheimer della Regione Lazio. Il consiglio regionale laziale, infatti,, ha approvato giovedì 26 aprile il “Piano regionale in favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer- Perusini ed altre forme di demenza”, presentato come proposta di legge a giugno 2010. Alla base del provvedimento, sancito nell’articolo 1, c’è il “diritto alla presa in carico”. Questo diritto è garantito dal Punto unico di accesso alla rete dei servizi presente in ciascuna Asl. In ogni distretto Asl c’è un “care manager” che si occupa di ciascun piano assistenziale individualizzato (Pai). I Pai sono realizzati dai Centri territoriali esperti per le demenze presenti in ciascuna Asl.

La nuova legge disciplina anche i centri sollievo Alzheimer, che potranno essere istituiti anche all’interno delle rsa, i nuclei Alzheimer, che saranno necessariamente nelle rsa, e i reparti di degenza Alzheimer extraospedalieri.

Previsti, anche se non quantificati, anche il sostegno alle famiglie per l’assistenza domiciliare dei malati ed alle associazioni di volontariato impegnate in questo ambito.

Viene istituita una Commissione regionale Alzheimer che servirà a coordinare e monitorare i servizi territoriali offerti.

“Da un approccio incentrato sulla malattia passiamo a un modello assistenziale costruito intorno alla persona, in linea con la più generale riforma del sistema socio-assistenziale regionale. Un modello che poggia su una maggiore integrazione tra interventi sanitari e sociali”, afferma in un comunicato l’assessore regionale al sociale Aldo Forte.

L’Alzheimer “nel Lazio coinvolge ben 50mila persone, con un incremento annuo di circa 8mila casi”, spiega il presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese.

“La legge – nota però Silvia Rodano, consigliere regionale di opposizione – soffre di una contraddizione insanabile: quella sancita dall’articolo 20 che vincola l’applicazione della norma alla volontà del commissario straordinario al piano di rientro. Una clausola che quindi impedisce di attuare la nuova normativa”.

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