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Legge sui servizi sociali del Lazio: accolte le proposte Uneba

La Commissione IX “Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali” del Consiglio regionale del Lazio ha approvato (in un testo unificato derivante da un disegno di legge della Giunta e dalle proposte Battaglia e Fontana) la proposta di legge “Sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali”, dopo una lunga discussione ed una serie di audizioni con le diverse realtà operanti nel settore sociale e le associazioni più rappresentative, tra le quali l’Uneba che nell’audizione del 13 luglio, oltre ad esporre i più rilevanti problemi del settore socio-assistenziale e socio-sanitario, aveva presentato queste proposte di modifica di alcuni articoli. Il progetto di legge sarà presto sottoposto all’assemblea per la definitiva approvazione.

In particolare la Commissione consiliare, che è presieduta dall’on. Giuseppe Mariani, conformemente a quanto richiesto dall’Uneba, ha inserito nel nuovo testo:

  • il concetto che il sistema integrato dei servizi si attua “con il concorso delle istituzioni pubbliche e degli organismi di terzo settore” e con la partecipazione dei cittadini e delle formazioni sociali espresse dalla società civile (art. 1)
  • la partecipazione delle comunità locali, delle famiglie, delle persone e “dei soggetti del terzo settore” alla programmazione, alla realizzazione e alla valutazione del sistema integrato sociale (art. 7)
  • una più precisa individuazione dei soggetti del terzo settore inserendovi – tra gli altri – “le associazioni riconosciute e non riconosciute e, nel rispetto delle loro rispettive strutture e finalità, gli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese”. Tutti i soggetti del terzo settore sono coinvolti nell’adozione dei piani sociali di zona (art. 13). Nel contempo è stata meglio definita la posizione degli enti con scopo di lucro non assimilandoli, quanto a ruolo e forme di partecipazione, ai soggetti senza fine di lucro (art. 15)
  • la condizione dell’applicazione del contratto collettivo nazionale di categoria ai fini della concessione dell’autorizzazione e dell’accreditamento (art.28)
  • il coinvolgimento del terzo settore nell’adozione della Carta dei diritti di cittadinanza sociale (art. 29)

Per quanto riguarda le Ipab è stato adottato il criterio del rinvio alla normativa introdotta dal decreto legislativo 207/2001 e sono state accolte le osservazioni presentate dall’Uneba sulla destinazione del patrimonio delle istituzioni da sopprimere che deve essere effettuata sulla base degli statuti e delle tavole di fondazione.

 

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