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Lavoro di domenica o notturno: da pagare come straordinario o come ordinario festivo?

Quando il lavoratore che lavora in giorno festivo ha diritto al pagamento di ore extra e maggiorazione, per lo straordinario? Quando, invece, il lavoro domenicale da diritto alla maggiorazione per il lavoro ordinario festivo?

Trovate nella parte riservata del sito, in corrispondenza di questa notizia, l’approfondimento curato dalla segreteria nazionale Uneba su questi temi, a partire dalla corretta applicazione dell’articolo 52 e dell’articolo 53 del contratto Uneba. Attraverso esempi, si chiarisce quanto pagare per straordinario e quanto per lavoro festivo, quando lo straordinario può essere compensato con festivo e che differenze ci sono nel calcolo dello spettante per chi lavora la sera e notte del sabato o della vigilia di festivo.

Lo spunto per questo articolo nasce dal quesito posto da un ente associato (il cui nome, ovviamente, teniamo riservato) ed inviato a info@uneba.org

9 Commenti presenti

  1. In data 22 agosto 2013 alle 20:16 gabriella ha scritto:

    buona sera vorrei chiarire un quesito lavoro in una casa di riposo gestita da religiose ,assunta come addetta alle pulizie da lunedi a sabato dalle ore 8 alle 13,30 successivamente mi era stato chiesto se cortesemente potevo andare a lavorare di domenica facendo in media una, due domeniche al mese sembrava una cosa saltuaria ,straordinaria ma dopo due anni ormai è cosa scontata un dovere che mi tocca posso rifiutarmi? grazie infinite per la risposta

  2. In data 17 settembre 2013 alle 09:26 bisagno ha scritto:

    Nel settore Uneba il riposo settimanale può essere goduto anche in giorno diverso dalla domenica. In questo caso, sulle ore lavorate di domenica va applicata la maggiorazione del 15%.
    Cordiali saluti,
    segreteria Uneba

  3. In data 29 novembre 2013 alle 23:28 Andrea ha scritto:

    Salve mi chiamo Andrea e lavoro come educatore in una comunità per minori. Vi scrivo perchè ci sono delle cose che non mi vanno bene al lavoro, ma sinceramente ne ignoro la legislazione in merito, anche se sinceramente non so se questo sia il posto giusto per avere una risposta alle mie domande.

    1) vorrei sapere se c’è una regolamentazione in merito rispetto alle notti di lavoro: al momento dell’assunzione mi è stato comunicato che ci sarebbero state delle notti da spendere in comunità. Il problema è che la coordinatrice è un po’ naif nel comporre l’orario e tendenzialmente abbiamo una notte alla settimana, ma capita spesso e volentieri che uno abbia due se non tre notti nello spazio di cinque o sei giorni. E’ possibile? Vige una regola a riguardo? Se si potreste indicarmela?

    2) La compilazione dell’orario diverso da giorno a giorno, da settimana a settimana non ché da mese a mese, ha una scadenza per essere presentato ai lavoratori? Mi spiego meglio: ci viene regolarmente presentato la prima settimana del mese se non addirittura oltre creando sempre molti problemi di organizzazione perchè oltre il lavoro abbiamo anche una vita privata. Inoltre c’è qualcuno, come il sottoscritto, che ha un’altra attività che dovrebbe essere organizzata per tempo. Essendo l’orario in comunità sempre diverso mi ritrovo che non posso fare nessun calcolo. Non dovrebbe avere un tempo di presentazione oltre il quale non è possibile andare?
    Eppoi è per legge che debba essere per forza il coordinatore a compilarlo?

    Vi ringrazio molto della vostra attenzione.

    Con la speranza che possiate darmi delle risposte esaurienti o altrimenti dirmi dove gentilmente posso rivolgermi per avere delle risposte vi saluto cordialmente.

    Andrea

  4. In data 8 dicembre 2013 alle 01:03 bisagno ha scritto:

    @andrea

    Buongiorno, le trasmetto la risposta della segreteria nazionale Uneba.

    Per le questioni che lei presenta,si dovrebbe rivolgere ad un sindacato. Meglio se settoriale. Uneba, infatti, è anzitutto un’organizzazione di rappresentanza degli enti, ed a loro offre il suo servizio di consulenza, caso per caso.
    Possiamo però intanto darle risposte meramente informative:
    (1) Non esiste un limite legale al lavoro notturno.Vi sono notoriamente categorie e settori ove si lavora solo di notte.L’unico limite di legge è che tra una presenza e l’altra debbono intercorrere minimo 11 ore.
    (2) Potrebbe verificarsi che il programma standard (1 notte a settimana pro-capite) venga compromesso da assenze impreviste.
    (3) I turni di lavoro debbono essere comunicati con idoneo preavviso, ma il datore di lavoro non è tenuto a tener conto di altre attività del dipendente (cioè questa non sarebbe una motivazione valida, mentre invece lo è il rispetto per la vita privata).
    (4) Non c’è alcuna legge che impone che debba essere il coordinatore a compilare gli orari, ma qualcuno se ne deve occupare. Se lo fa il coordinatore, significa che qualcuno (gerarchicamente più in alto) lo ha incaricato di farlo. In ogni modo: o gli orari sono legittimi, idonei al servizio e contrattualmente corretti, o non lo sono, a prescindere da chi li compila materialmente.

    Cordiali saluti,
    segreteria nazionale Uneba

  5. In data 23 gennaio 2014 alle 02:51 Marco ha scritto:

    Gentilissimi…
    Vedo dalla mia busta paga che per il mio lavoro del 07/12/13 ho ricevuto un compenso di tipo ordinario. Mi spiego meglio: quel giorno a Milano (là dove lavoro) è festa patronale, per cui il mio compenso non doveva essere maggiorato?

    2)
    Sono iscritto ad un corso di Laurea Specialistica ad una università telematica, che mi porterebbe a specializzarmi in Psicologia clinica. Svolgo un lavoro come educatore in una casa famiglia per minori. Posso ottenere delle ore (compensate)di astensione dal lavoro per motivi di studio?

    Grazie

  6. In data 23 gennaio 2014 alle 03:35 Marco ha scritto:

    Salve,
    avrei un’altra domanda da porre, in breve: lavoro (ricordo) in una casa famiglia per minori (6 ragazzi) e oramai sono (tra 2 mesi) 5 anni, ho una Laurea di 1 livello in Psicologia ma svolgo mansioni di Educatore, il mio livello (sulla busta paga) è 3° ma non dovrebbe essere almeno 3° super???

    Grazie per l’aiuto!

  7. In data 30 gennaio 2014 alle 16:37 bisagno ha scritto:

    @Marco. ASTENSIONE DAL LAVORO PER STUDIARE
    Come recentemente segnalato anche su questo sito, Corte di Cassazione con una sua sentenza ha stabilito che i permessi retribuiti a favore dei lavoratori studenti universitari,
    oltre a quanto previsto dall’art.10 L.20.5.70 n.300 (un giorno di permesso in
    coincidenza con l’esame, turni agevolativi, non obbligatorietà del lavoro
    straordinario o festivo) vanno concessi solo a fronte di una effettiva
    frequenza ai corsi, a prescindere dalla loro obbligatorietà, ed inoltre qualora
    detta frequenza coincida con gli orari lavorativi.
    Non è, in sostanza, previsto alcun permesso retribuito per la mera
    preparazione individuale, salvo le agevolazioni di orario.
    La pronuncia della Suprema Corte risulta particolarmente rafforzativa del CCNL
    Uneba e di quanto questo prevede all’articolo 34: 30 ore di permesso retribuito
    annue, a condizione che i lavoratori studenti esibiscano certificati di frequenza.
    La fruizione dei permessi è quindi strettamente correlata alla frequenza alle
    lezioni coincidente con orari di lavoro.
    redazione http://www.uneba.org

  8. In data 31 ottobre 2016 alle 21:26 Omar ha scritto:

    Salve
    Sono dipendente uneba in una associazione onlus voleva sapere quanto sono pagate ora ordinaria e straordinaria e maggiorazione festiva e se 38 ore e limite settimanale grazie.

  9. In data 1 novembre 2016 alle 21:36 bisagno ha scritto:

    Buongiorno, trova tutte le risposte nel contratto Uneba, che puo’consultare qui
    http://www.uneba.org/contratto-uneba-ecco-il-testo-in-pdf/

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