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Indice MPI: un progetto europeo per individuare gli anziani più fragili e progettare gli interventi più appropriati

Ha confermato la sua validità anche attraverso test su anziani ospiti in strutture residenziali MPI, indice predittivo di mortalità costruito attraverso un approccio multidimensionale all’anziano. Si è rivelato efficace anche per prevedere in anticipo quali anziani avrebbero poi avuto bisogno di essere accolti in struttura, per un peggioramento delle loro condizioni.
Mpi, sottolinea chi lo ha sperimentato e studiato, è aiuto per identificare gli anziani più fragili, prevedere interventi personalizzati, evitare prescrizioni di farmaci dagli effetti negativi e ricoveri in ospedale troppo lunghi.
Il Progetto internazionale MPI_age, finanziato dall’Unione Europea, è guidato dalla Ulss 16 di Padova, a cui abbiamo chiesto di presentarcelo. Qui di seguito il testo che ci hanno mandato.
Il Progetto MPI_Age: un indice predittivo per ottimizzare terapie nei pazienti anziani e migliorare il rapporto costi-benefici per il sistema socio-sanitario 
 
L’indice MPI (Indice Prognostico Multidimensionale) è un indice predittivo di mortalità non legato ad una malattia specifica, ampiamente accettato e validato a livello internazionale e costruito su dati ottenuti mediante un Approccio Multidimensionale al soggetto anziano. Tale approccio prende in considerazione gli aspetti funzionali (attività della vita quotidiana), cognitivi (memoria), nutrizionali, la presenza di multi-patologie, i farmaci assunti dalla persona anziana e informazioni di carattere sociale.
Oggi più che mai, il sistema socio-sanitario richiede una grandissima attenzione per i pazienti anziani, offrendo servizi di cura efficienti che siano capaci di fronteggiare al meglio situazioni di multi-patologia e di poli-terapia.
Identificare presto e in maniera accurata gli anziani più fragili, per fornire loro piani di intervento mirati e personalizzati per il singolo individuo, ridurre i rischi nelle prescrizioni di farmaci, aumentare il rapporto costi-benefici degli interventi di assistenza sanitaria e diminuire i tempi di ospedalizzazione e istituzionalizzazione sono gli obiettivi del Progetto MPI_Age, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma Salute 2007 – 2013, che vede impegnati, sotto il coordinamento dell’Ulss 16 di Padova (Ospedale Sant’Antonio, Unità Operativa di Geriatria), Ospedali e Centri di Ricerca situati in 7 paesi europei (oltre all’Italia, anche Spagna, Olanda, Francia, Repubblica Ceca, Germania e Austria) e in Australia, e da una delle più prestigiose reti Europee dei Medici Geriatri (EUGMS, European Union Geriatric Medicine Society). 
 
Grazie a questo progetto, della durata di 3 anni (da febbraio 2014 a gennaio 2017), l’indice MPI è stato studiato e sperimentato in diverse popolazioni di anziani: residenti al proprio domicilio, ospiti in istituti di riposo e pazienti ospedalizzati.  In tutti questi ambiti l’MPI è risultato strumento molto accurato, calibrato ed estremamente utile sia a predire la mortalità, ma anche il rischio di essere ricoverati in ospedale o in casa di riposo.
In una ampia popolazione di soggetti anziani residenti al proprio domicilio a Stoccolma in Svezia, inclusi nel database chiamato SNAC-K, e seguiti per un periodo di oltre 12 anni, con il MPI si è potuto definire il rischio di ricovero in ospedale e calcolare nei singoli individui l’aspettativa di vita.
Altre informazioni interessanti sono emerse dai database THIN-UK inglese e IPCI Olandese in cui  gli aspetti della multi-morbilità e di funzionalità nelle attività della vita quotidiana dei soggetti anziani sono risultati predittori di eventi negativi in particolare nei casi di persone affette da demenza. Una serie di risultati importanti sono state ottenuti anche in una popolazione di oltre 23.000 soggetti anziani residenti nella Regione Veneto e sottoposti a Valutazione Multidimensionale in quanto candidati ai servizi domiciliari o all’ammissione in casa di riposo. In questa popolazione è stato possibile valutare l’ efficacia di alcune terapie mediche complesse (statine, anticoagulanti, anti-demenza) in funzione del grado di fragilità del soggetto valiutato mediante l’MPI. 
Il Progetto MPI_Age è poi entrato a partire da metà 2016 in una nuova fase di sperimentazione testando prospetticamente  l’indice MPI in oltre 1000 pazienti ricoverati in ospedale in 10 diversi centri in Europa e in un centro in Australia.
Al termine di questa sperimentazione, verranno prodotte delle Raccomandazioni dirette ai medici, ai pazienti stessi e ai decisori politici che evidenziano l’utilità dell’MPI per ottimizzare sia i costi-benefici degli interventi e delle terapie sui pazienti anziani, sia l’efficacia delle terapie stesse per i pazienti e per il loro benessere.
 
Il successo del progetto e dei risultati ottenuti finora è dimostrato dal consistente numero di pubblicazioni scientifiche prodotte dai ricercatori del gruppo di lavoro e dai numerosi simposi e relazioni a cui i ricercatori MPI_AGE sono invitati a parlare sia in Italia che all’estero. A conferma che l’MPI, nelle sue declinazioni specifiche, è oggi uno dei metodi più precisi ed accurati a livello internazionale per favorire le decisioni cliniche nell’anziano.
 
Il progetto MPI_AGE si concluderà con un doppio evento di disseminazione, uno a Venezia (San Servolo) il 6 giugno 2017 durante l’International Summer School on Ageing ed uno a Genova l’8 giugno 2017 durante il Meeting Internazionale “Anziano e Farmaci” all’interno del Congresso Nazionale della SIGOT (Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio). 
 
Dr. Alberto Pilotto, Responsabile Scientifico progetto MPI_Age
Dr. Alberto Ferri, Project Manager progetto MPI_Age
 

2 Commenti presenti

  1. In data 28 ottobre 2016 alle 14:35 Bellinzoni G. ha scritto:

    Progetto e ricerca molto interessanti.mi piacerebbe essere presente all’evento finale per conoscere le conclusioni

  2. In data 28 ottobre 2016 alle 14:36 Bellinzoni G. ha scritto:

    Molto interessante.
    Mi piacerebbe essere presente alla presentazione delle conclusioni

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