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Il relatore Lepri rassicura Uneba: anche i gli enti di sociosanitario e socioassistenziale sono Terzo Settore

A seguito della nota inviata da Uneba mercoledì 15 marzo (ripresa in questo comunicato stampa Uneba) con la quale Uneba esprimeva le Sue preoccupazioni su alcuni aspetti della riforma del Terzo Settore, il  senatore Stefano Lepri, relatore del disegno di legge n.1870 (cioè il progetto di riforma), ha contattato il presidente di Uneba Maurizio Giordano precisando che nella definizione di Terzo Settore contenuta nell’art. 1 rientrano tutti gli enti privati che senza scopo di lucro realizzano attività di interesse generale, sia mediante forme di azione volontaria e gratuita, sia di mutualità o di produzione o scambio di beni e servizi. Vi rientrano pertanto anche gli enti non lucrativi che svolgono attività socioassistenziali e sociosanitarie.
Giordano ha ringraziato il senatore Lepri per il lavoro svolto in qualità di relatore con indubbi miglioramenti del testo e per le precisazioni fornite.
Resta il dubbio che la formulazione adottata nell’art.1 possa dar adito a diverse interpretazioni perché l’inciso (compreso tra due virgole) “mediante forme di azione volontaria e gratuita” può essere inteso come precondizione generale. Ha inoltre riaffermato la netta contrarietà dell’Uneba alla possibilità che soggetti giuridici di terzo settore possano prevedere (artt. 4 e 6) forme di remunerazione del capitale o distribuzione di avanzi di gestione.

1 Commento presente

  1. In data 22 marzo 2016 alle 18:34 ferrari giovanni ha scritto:

    la formulazione dell’art.1 può essere “escludente” per quelle organizzazioni di volontariato che, per rendere i loro servizi a enti pubblici, impiegano anche personale retribuito specializzato. In tal caso infatti è necessaria la remunerazione del servizio, soprattutto per far fronte al costo del lavoro.
    Grazie per l’attenzione con cui seguite la materia

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