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Il ministro Balduzzi propone un aggiornamento dei Lea

Il ministro della salute Renato Balduzzi ha approvato una proposta di aggiornamento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza sanitaria. Quelli attualmente in vigore furono approvati con il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 29 novembre 2001.

Il provvedimento di Balduzzi dovrà ricevere l’appoggio del Ministero dell’Economia, della Conferenza Stato Regioni e delle commissioni parlamentari sanità di Camera e Senato. Un passaggio, quest’ultimo, che “potrà avvenire anche a Camere sciolte”, ha precisato il ministero.

Critico e scettico sulla proposta il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. “Ogni ulteriore iniziativa di politica sanitaria – dichiara – deve poggiare su un quadro certo di risorse e, quindi, sul risultato di questo confronto Governo-Regioni. Vanno allora evitati iniziative unilaterali e annunci oggettivamente non realizzabili, soprattutto in un settore delicato come la sanità. Peraltro il lavoro sui livelli essenziali di assistenza deve ancora cominciare il suo iter nella Conferenza Stato-Regioni”. Secondo Errani “la riduzione delle risorse per il 2013 e per il 2014 rende infatti, a giudizio delle Regioni, di fatto insostenibile il governo della spesa sanitaria”.

I Livelli essenziali di assistenza sono organizzati in tre aree:

  • assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro,
  • assistenza distrettuale,che comprende i servizi domiciliari agli anziani e ai malati gravi,consultori familiari, SERT, servizi per la salute mentale, servizi di riabilitazione per i disabili, strutture semiresidenziali e residenziali
  • assistenza ospedaliera

Entrano nei Lea 110 nuove malattie rare, 5 patologie croniche e anche la ludopatia,come già previsto dall’articolo 5 del decreto legge 158/2012. “Si afferma il principio – spiega il ministero – che le persone con ludopatia hanno diritto ad accedere al Servizio Sanitario Nazionale per ricevere le prestazioni di cui hanno bisogno, al pari dei soggetti con altre forme di dipendenze patologiche, senza che questo comporti ulteriori oneri dal momento che le Regioni non saranno tenute ad istituire servizi ad hoc”.

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